Building Information Modeling, l’ultima frontiera della progettazione architettonica all’istituto “Di Vittorio”

LADISPOLI (Roma) – Il suo principale vantaggio è l’interoperabilità dei software e quindi la possibilità di comunicare con colleghi progettisti, architetti e partner, che utilizzano altre piattaforme o programmi informatici.

In gergo viene definito “una rappresentazione computabile delle caratteristiche fisiche e funzionali di una struttura e delle informazioni relative al ciclo di vita previsto, utilizzando standard aperti per il processo decisionale d’impresa, rivolto alla migliore profittabilità”.

Traducendo per i profani, si tratta di una nuova modalità di progettazione, che consente, oltre alla modellazione tridimensionale, di scambiarsi dati grafici, disegni e schede tecniche. Si chiama BIM (Building Information Modeling – Modello di Informazioni di un Edificio) e rappresenta l’ultima frontiera della progettazione architettonica. In uso già da tempo sullo scenario internazionale, sta prendendo piede anche in Italia. E a lezione di BIM stanno andando gli studenti dell’Istituto Superiore “Giuseppe Di Vittorio” di Ladispoli (Indirizzo C.A.T. Costruzioni, Ambiente e Territorio).

A spiegare i vantaggi di questo nuovo approccio progettuale è la professoressa Luciana Polverino, docente di Costruzioni e Disegno Tecnico dell’Istituto Superiore “Giuseppe di Vittorio”: “In un’era in cui domina la velocità e la globalizzazione, il BIM consente di fornire immediatamente ai propri colleghi e referenti, nell’istante di un clic e in ogni angolo del pianeta, tutte le informazioni e i dati tecnici di un progetto, senza perdere un solo dettaglio e senza essere costretti ad utilizzare lo stesso software. Siamo molto soddisfatti per il percorso formativo intrapreso dai nostri allievi. La conoscenza del BIM contribuisce a rendere sempre più competitiva la loro professionalità e a facilitare l’inserimento nel mercato del lavoro”.

Migliora, dunque, la possibilità di dialogo tra professionisti e di integrazione fra piattaforme informatiche diverse (per esempio Autocad e 3Ds Max). Ma gli aspetti positivi non finiscono qui: la modalità BIM, infatti, consente un controllo del proprio progetto a 360 gradi, compresa la verifica in itinere di eventuali incoerenze. In sintesi, un’ottimizzazione dell’attività progettuale, in tutte le sue fasi.

“L’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ – hanno sottolineato i professori R.V. Pirito e M. Giugliano, docenti del corso B.I.M. – si prefigge lo scopo di rispondere in modo sempre più efficace ai fabbisogni formativi richiesti dalle realtà economiche e professionali del suo territorio, proponendosi come “scuola dell’innovazione”. Il corso prevede una formazione base sull’utilizzo del BIM della durata di 20 ore, che si svolgono in orario extra-scolastico, con l’obiettivo di fornire specifiche competenze professionali agli allievi, anticipandone l’inserimento nel mondo del lavoro. La sfida che l’Istituto ha lanciato  – hanno aggiunto i docenti – è quella di creare profili curriculari capaci di utilizzare le più recenti tecnologie informatiche nel settore CAD e BIM. Presto il B.I.M. diventerà obbligatorio. ll comma 13 dell’articolo 23 del Nuovo Codice Appalti stabilisce, infatti, che un decreto del Ministero delle Infrastrutture dovrà determinare le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà del BIM, sia per le amministrazioni, sia per le imprese. Ma il primo step è già stato fissato e  prevede l’obbligo, per le opere sopra ai 100 milioni, nel 2019”.

Ottima la risposta da parte degli studenti, che hanno manifestato sin dalla prima lezione entusiasmo, interesse e partecipazione. “L’Istituto aveva già da tempo adottato il software Autocad per il disegno assistito al computer. A partire da questo a.s. 2016/2017, ha introdotto l’uso di tecnologie B.I.M., con l’utilizzo di Archicad 19 della Graphisoft. Gli allievi stanno vivendo questa esperienza come una piccola rivoluzione – hanno sottolineato i docenti Pirito e Giugliano – in quanto il B.I.M. permette di realizzare un progetto in 3d e, se costruito correttamente, consente di ricavare in automatico disegni bidimensionali (sezioni, prospetti, particolari costruttivi) e di ottenere visualizzazioni utili per la comunicazione dell’intero progetto (assonometrie, prospettive, spaccati assonometrici, rendering), oltre che i dati numerici relativi ai computi metrici ed abachi che permettono di stimare i costi dell’intervento. Senza dimenticare – concludono – che con il B.I.M. è possibile ‘approcciare’ una progettazione, controllando anche gli aspetti energetici dell’edificio”.

Il corso, frequentato dagli allievi delle Classi Terze e Quarte del “Di Vittorio”, è iniziato il 16 gennaio. Si svolgerà in 20 ore, presso il Laboratorio CAD dell’Istituto di via De Begnac e rientra nelle attività di Alternanza Scuola/Lavoro.

Dal prossimo anno saranno coinvolte anche le Quinte.

   

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