Gli studenti dell’istituto superiore “Giuseppe Di Vittorio” partecipano alla corsa intitolata all’atleta Miguel Sanchez

LADISPOLI -Anche gli studenti dell’Istituto Superiore “Giuseppe Di Vittorio”, martedì 14 marzo, hanno partecipato alla “Corsa di Miguel”, la competizione podistica che da molti anni, ormai, vede impegnati migliaia di allievi, in ricordo dell’atleta argentino Miguel Benancio Sanchez, rapito da un commando il 9 gennaio 1978, durante gli anni della dittatura militare.
Correva l’anno 2000, quando ai nastri di partenza si raccolsero più di 1500 appassionati per dare il via alla prima edizione della “Corsa di Miguel”, organizzata con la collaborazione del Club Atletico Centrale e dell’Assessorato alle Politiche Sportive del Comune di Roma. L’idea era partita da Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport.
Per ricordare la passione del giovane argentino per la corsa e lo sport, anche quest’anno si è svolta, dunque, la “Mille di Miguel”. Ad accompagnare gli allievi del ‘Di Vittorio’ sono state le docenti Loredana Alfarano, Gabriella Moriggi e Ambra Ruia. L’insegnante di sostegno Elvira Coti e l’Assistente Specialistica Paola Zucchini hanno fornito il loro prezioso supporto per aiutare gli alunni con disabilità. A spiegare i dettagli della partecipazione degli studenti del “Di Vittorio” alla gara, è la Prof.ssa Ambra Ruia, Docente di Scienze Motorie dell’Istituto Superiore di via Y. De Begnac: “Dopo la competizione dei 10 km per i professionisti, che il 29 gennaio ha attraversato le vie di Roma dal Piazzale della Farnesina allo Stadio Olimpico, oggi è stata la volta degli studenti. La corsa dei 1000 metri si è svolta allo stadio Nando Martellini, nello splendido scenario delle Terme di Caracalla. I nostri 40 ragazzi (dell’Istituto Alberghiero, del Tecnico-Commerciale e dell’indirizzo Geometri) sono stati bravissimi. Nonostante la difficoltà che talvolta incontriamo, a causa di strutture sportive non sempre ottimali, abbiamo visto emergere notevoli qualità atletiche durante gli allenamenti a scuola e anche oggi, nel corso della gara. Siamo felici, inoltre, di aver fatto conoscere ai nostri allievi una figura straordinaria come quella di Miguel, che ha incarnato il senso più profondo della passione sportiva e dell’amore per la libertà. E’ nostro dovere tramandarne la memoria alle nuove generazioni”.

Il contesto è quello di una delle pagine più drammatiche della storia argentina: la dittatura militare instaurata nel 1976 ( fino al 1983) dalla Giunta militare guidata da Jorge Videla, Eduardo Massera e Orlando Agosti.
Miguel Sanchez era l’ultimo di dieci figli in una famiglia di El Tucuman, centro a 24 km da Buenos Aires, famoso per la coltivazione della canna da zucchero. Appassionato di sport, Miguel si trasferì presto nella capitale.
Prima il calcio, poi – dal 1974 – solo l’atletica. «Non saltava un allenamento – ha dichiarato più volte la sorella – correva per tre ore al giorno, prima e dopo il lavoro. Si era messo in testa di voler conoscere tutti gli atleti europei».
Il suo sogno era partecipare alla celebre corsa notturna che si svolgeva l’ultimo giorno dell’anno: la San Silvestre, a San Paolo del Brasile. Ci riuscì per tre volte. Miguel prese parte anche ad altre competizioni, fino alla notte fra l’8 e il 9 gennaio 1978. Il metodo scelto per prelevare l’atleta (allora venticinquenne) dalla sua casa non fu diverso da quello seguito per gli altri 30.000 desaparecidos. Cinque, sei, forse otto uomini si presentarono a bordo di una Ford Falcon verde. Sfondata la porta, misero a soqquadro le stanze e trovarono una bandiera argentina. Ne chiesero conto a Miguel, che rispose: “Sono argentino”. Venne bendato e portato via.
Di lui non si seppe più nulla. Della sorte dei desaparecidos, oggi, si sa. Condotti nei tanti centri di detenzione clandestina allestiti nella capitale argentina (come il Campo de Mayo), erano torturati e quindi portati a bordo di aerei dai quali venivano gettati nell’Oceano. Dei circa 30.000 desaparecidos, due terzi avevano tra i 16 e i 30 anni.
Miguel era anche un poeta. Quando il commando lo prelevò a forza quella notte, in camera rimase la borsa che aveva portato dalla ‘San Silvestre’. Dentro c’era anche il ritaglio della Gazzetta del Brasile, che aveva pubblicato i suoi versi, intitolati Per te atleta. Eccoli:
Per te atleta
Per te che sai il freddo, il caldo,
i trionfi e le sconfitte
per te che hai un corpo sano
l’anima grande e tanto cuore.
Per te che hai molti amici
molti desideri
l’allegria adulta e il sorriso dei bambini.
Per te che non sai il ghiaccio né i soli
la pioggia né i rancori.
Per te, atleta
Che corresti paesi e città
unendo gli stati con il tuo andare
Per te, atleta
che disprezzi la guerra e aneli alla pace.

   

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