Viterbo, presentato il sesto volume della Collana “I Ruffini”

di MARINA CIANFARINI –

VITERBO – Sei produzioni letterarie di docenti e studenti che insieme hanno trovato ospitalità nella Collana “I Ruffini” dell’omonimo Liceo Scientifico cui la Fondazione Carivit, nella figura di Mario Brutti, ha confermato il proprio supporto.

Un supporto convinto in quanto l’oggetto della ricerca è esattamente Paolo Ruffini che, nel territorio di Valentano, ha avuto i natali. Un personaggio poliedrico, matematico e medico, filosofo e rettore universitario che “abbraccia” una pluralità di riflessioni.

A presentare il nuovo lavoro, presso la sala conferenze della Fondazione Carivit, la dirigente del Liceo Scientifico P.Ruffini, Maria Antonietta Bentivegna, i docenti Bonafede Mancini, Chiara Porretti, Monia Spadaccia, Loredana Biaggi, Alessandro Viviani e il giovane studente Gabriele Ambrosini.

Questo volume – ha commentato Maria Antonietta Bentivegnasi ricollega al primo che ha dato vita ad una vera e propria indagine storico-culturale. Oggi ne parliamo con interesse, in quanto non è semplice mantenere la continuità. A Paolo Ruffini è stato intitolato il Liceo Viterbese al quale siamo legati. Il “cordone” con la scuola non si taglia e questo volume rappresenta un valore aggiunto rispetto agli altri. Ruffini: personaggio nato il 22 settembre del 1765 e sintesi di tanti aspetti, formazione scientifica e classica in primis. Sarà a Modena, ove insegnerà per un lungo periodo ma, per non piegarsi alla politica dell’epoca, dovrà abbandonare la cattedra.

“Parliamo – ha proseguito Bonafede Mancini – di un intellettuale completo. La ricerca condotta da Ruffini ha spaziato tra la matematica, la medicina, la filosofia. Sebbene medico, professione alla quale attese per l’intera esistenza, il successo di Ruffini è legato agli studi matematici.”

Curiosità legate alla data di nascita del personaggio, alla famosa lettera che scrisse al fratello chiedendogli  “un abito adeguato alla professione di medico”. Consegue la Laurea nel 1788, non si sposa ed è anche in procinto di prendere i voti sacerdotali. La prima opera matematica risale al 1799. Muore a Modena nel 1822.

Il teorema di non risolubilità per radicali” di Paolo Ruffini è stato ripreso, interpretato secondo una moderna chiave di lettura dalla docente, Monia Spadaccia mentre Loredana Biaggi insieme alla preziosa collaborazione dello studente Gabriele Ambrosini, ha raccontato il Ruffini filosofo e amante della letteratura: “Accanto agli studi di matematica, perseguiti per quel che era il suo interesse principale, vi fu anche una produzione legata a questioni filosofico- epistemologiche, che rimase in ombra fino alla metà degli anni cinquanta del secolo scorso.

Gli scritti filosofici di Paolo Ruffini consistono di tre saggi: il primo, pubblicato nel 1806, si intitola “Della immaterialità dell’Anima, il secondo, Riflessioni critiche sopra il saggio filosofico intorno alle probabilità del signor Conte Laplace, vide la luce nel 1821, il terzo: Intorno alla definizione della vita assegnata da Brown, uscì postumo nel 1833 su L’amico d’Italia, il giornale che si stampava a Torino per opera di Cesare d’Azeglio con la finalità di difendere e diffondere il pensiero cattolico.”

E’ Alessandro Viviani, infine, ad illustrare il Paolo Ruffini medico: “Studioso attento e di notevole vivacità intellettuale, percepisce il nuovo spirito scientifico, segue, studia e adatta alla sua professione le nuove istituzioni e le scoperte più recenti. Il suo più valido modello da seguire è stato Giovanni Battista Borsieri e la sua scuola che a quel tempo faceva testo in Italia con le sue “Istituzioni di medicina pratica”.

Mario Brutti, presidente della Fondazione Carivit, ha desiderato sottolineare l’importanza dell’evento: “Mi è capitato spesso di relazionarmi con le scuole viterbesi e credo sia giusto proseguire in tale direzione.” Presente all’evento anche l’assessore del Comune di Viterbo Raffaela Saraconi.

 

   

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