13 luglio 1814: la nascita dell’Arma dei Carabinieri. Auguri alla Benemerita!

di ANNA MARIA STEFANINI-

VITERBO – Il 13 luglio è una data importante per la Benemerita Arma dei Carabinieri. L ’Arma infatti fu istituita nello Stato sabaudo da Vittorio Emanuele I, re di Sardegna e duca di Savoia il 13 luglio 1814.

Uno dei primi provvedimenti presi dal re di Sardegna Vittorio Emanuele I al suo rientro a Torino, dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia, fu l’istituzione di un Corpo destinato a difendere il regno dagli attacchi esterni e da quelli interni, promossi dalla malavita e alimentati dal disordine sociale. Nacque così l’Arma che, nel 2014, compirà 200 anni.

Vittorio Emanuele I volle ai vertici del Corpo dei Carabinieri Reali uomini di grande preparazione e di assoluta fedeltà. «Considerò che l’onore di un uomo d’armi non era da valutare soltanto in termini di trascorsi militari», racconta il generale C.A. Arnaldo Ferrara, «ma dalla dedizione con cui era stato assolto il proprio dovere e dalla coerenza osservata nel rispettare le leggi della disciplina al di sopra di ogni fazione e dall’impegno profuso nel difendere lo Stato al quale aveva giurato fedeltà. Così, alcuni casati di assoluto affidamento della nobiltà piemontese emersero nella valutazione di Vittorio Emanuele I, in quanto legati da antica tradizione alla monarchia sabauda: Thaon di Revel, Des Geneys, Provana di Bussolino, Rivarossa, Beccaria, Bernardi, Cottalorda, Cacherano di Bricherasio, che avevano espresso ufficiali di altissimo livello, provati da lunghi anni di servizio alle dipendenze del Re o delle Potenze europee, taluni nei reggimenti di terra, altri nelle unità di Marina o nelle Guardie d’Onore, altri ancora, anziani ufficiali piemontesi, fedeli all’ordinamento monarchico, che non avevano più ripreso il servizio dopo la caduta della monarchia». L’affidabilità, innanzitutto. La selezione (anche dei sottufficiali e della truppa) fu, di conseguenza, rigorosissima. Il re dispose che fossero cercati «militari per buona condotta e saviezza distinti»
Il regolamento generale, che ne disciplinò la vita per oltre 60 anni, fu promulgato nel 1822. Mentre, nel 1861, nell’Italia unita, il corpo acquisì la posizione di prima arma del nuovo esercito nazionale.
Successivamente, con regio decreto 1680/31 dicembre 1922, venne stabilito che i Carabinieri costituissero l’unica forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza.

Lo stesso regio decreto decise che i Carabinieri esercitassero alle dipendenze del ministero dell’Interno, le attribuzioni di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza già demandate ad altri corpi.

I Carabinieri parteciparono valorosamente alle guerre d’indipendenza risorgimentali e alla guerra di Libia e si distinsero nei due conflitti mondiali come unità tattiche autonome di combattimento, oltre che nella guerra di liberazione dal nazifascismo.
Oggi, l’Arma dei Carabinieri coniuga la tradizione con l’innovazione, sempre al servizio dei cittadini.

La struttura organizzativa dell’Arma è composta dal Comando Generale e dall’ organizzazione addestrativa, territoriale, mobile e speciale; ci sono anche i reparti con competenze specifiche. Questo consente una presenza capillare su tutto il nostro territorio nazionale con la presenza di reparti che di occupano, in via prioritaria o esclusiva, all’espletamento di servizi di ordine pubblico e soccorso.

I Carabinieri sono impegnati anche in occasione di calamità naturali e per la tutela dell’ambiente, del patrimonio artistico, del lavoro, della salute. Inoltre, esistono unità dei Carabinieri per esigenze specifiche, quali: il reggimento dei corazzieri o le unità navali. Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri è nominato con decreto del presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A Viterbo c’è il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri con a capo il col. Massimo Friano.

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