25 novembre 2022: Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, intervento della consigliera della Provincia, Silvia D’Oro

Le Nazioni Unite, dal 1999, hanno individuato, nel 25 novembre, la data per celebrare la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
Come Consigliera di Parità della Provincia di Viterbo, esprimo la mia solidarietà a tutte le donne vittime di violenza, considerando questa ricorrenza come occasione di riflessione sulle misure di contrasto da approntare per eliminare le discriminazioni e rimuovere ogni ostacolo alla partecipazione paritaria di uomini e donne nel mondo del lavoro.
Sono consapevole che tra le molte forme di violenza, quella economica risulti la più pervasiva e subdola e che il legame fra violenza e dipendenza economica dal proprio compagno è uno dei motivi più importanti che trattiene le donne all’interno di una relazione violenta, motivo che si riscontra anche nella minore propensione, in caso di dipendenza economica, alla denuncia.
Ritengo, dunque, che l’attività lavorativa, accompagnata da una solida formazione culturale, possa evitare il ricatto della dipendenza e determini una maggiore consapevolezza dei propri diritti. E’ fondamentale, al riguardo, tutelare, valorizzare e favorire la presenza femminile nel mondo dell’impresa e del lavoro; adottare misure di conciliazione vita-lavoro e un sistema di welfare, che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera tempo ed energie, superando la necessità di una scelta tra famiglia e lavoro; contrastare efficacemente la disparità di trattamento salariale tra i generi; promuovere interventi mirati per consentire alle donne di partecipare in egual misura al mercato del lavoro e accedere alle posizioni decisionali; contrastare le discriminazioni, le molestie e il mobbing sui luoghi di lavoro; migliorare gli attuali strumenti di sostegno, con una visione più aderente alle esigenze delle donne; prevedere finanziamenti adeguati e servizi di supporto per la promozione dell’ “imprenditorialità femminile”; adottare strumenti efficaci per il contrasto alla violenza di genere e il reinserimento delle donne vittime di violenza nel mondo del lavoro.
Infine, come Consigliera di Parità, esprimo il mio compiacimento per il fatto che, in Italia, per la prima volta, una donna, e questo indipendentemente dal suo colore politico, sia stata chiamata a ricoprire l’incarico più importante per la guida della Nazione, quello di Primo Ministro, e che la stessa donna abbia mostrato a tutte noi, con l’esempio e la dignità del suo alto ruolo, come possa coesistere l’impegno di governo con quello di madre e di donna e che, quindi, la conciliazione tra maternità e carriera è possibile. E il comportamento da lei scelto nel farsi accompagnare dalla figlia anche in cerimonie e eventi interni e internazionali – al di là delle sterili critiche di parte – assume un valore esemplare.

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