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27 gennaio, Ciambella: “La Memoria è una bussola del presente: serve a riconoscere e fermare l’odio prima che diventi normalità”

VITERBO – Riceviamo da Luisa Ciambella e pubblichiamo: “Il rischio più grande non è soltanto dimenticare, ma abituarsi all’odio: alle parole violente, agli stereotipi, alla disumanizzazione che lentamente diventa normalità”. È il messaggio di Luisa Ciambella, coordinatrice del Movimento civico Rocca Presidente e capogruppo “Per il bene Comune”, in occasione del Giorno della Memoria, con un richiamo alla necessità di tenere alta l’attenzione sui segnali dell’intolleranza e della discriminazione che possono insinuarsi nella società, anche in modo graduale e apparentemente invisibile.

Per Ciambella, la Memoria non può essere ridotta a una ricorrenza formale: deve restare uno strumento vivo, capace di parlare al presente e di orientare le scelte collettive. Un impegno che riguarda le istituzioni, la scuola, la cultura pubblica e ogni comunità, chiamate a non perdere il senso di ciò che la Shoah rappresenta nella storia europea e nella coscienza democratica.

“Il rischio più grande – afferma Luisa Ciambella – non è soltanto dimenticare. È abituarsi. Abituarsi alle parole violente, agli stereotipi, alle semplificazioni che disumanizzano. La Shoah ci insegna che il male non arriva all’improvviso: spesso si costruisce lentamente, attraverso l’indifferenza e la normalizzazione dell’odio”.

Un monito che diventa anche un invito a non sottovalutare il peso delle parole e dei comportamenti quotidiani, perché è proprio nella normalizzazione della violenza verbale e del pregiudizio che si creano le condizioni per nuove forme di esclusione.

“Oggi più che mai la Memoria deve essere una bussola – prosegue Ciambella – perché ci aiuta a riconoscere i segnali, a non minimizzare, a scegliere da che parte stare. La storia ci consegna una lezione precisa: quando si smette di riconoscere pienamente l’umanità dell’altro, si apre la strada alla persecuzione, alla marginalizzazione, alla negazione dei diritti”.

Nel suo messaggio, Ciambella richiama quindi l’urgenza di una cultura pubblica capace di contrastare antisemitismo, razzismo e ogni forma di discriminazione, promuovendo educazione, rispetto e responsabilità come elementi fondamentali della convivenza democratica. “Il Giorno della Memoria – conclude – ci chiede una cosa semplice e difficile insieme: non essere spettatori. Perché la dignità umana si difende ogni giorno, anche nei piccoli gesti, nelle parole che scegliamo, nel modo in cui guardiamo chi è più fragile”.

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