73 operatori, 100 aziende, 22 buyer: si è chiusa a Lubriano la settima edizione di VisiTuscia

Si è chiusa con una cena di gala presso il Castello Odescalchi di Lubriano, la 7^ edizione di VisiTuscia, la Borsa del visitusciaTurismo della Provincia di Viterbo che fin dalla sua nascita ha posto una particolare attenzione alle trasformazioni del mercato e alle esigenze della piccola e media impresa turistica locale, che in questa sede trovano un adeguato riscontro.

 

“La mission di VisiTuscia – ha dichiarato Vincenzo Peparello – esperto di marketing e ideatore della manifestazione, non è tanto quello di far incontrare due operatori, quello della domanda e quello dell’offerta, ma due partner commerciali. Se il 50% dei buyer intervenuti nel tempo a questo evento, ha poi messo in programmazione il nostro territorio, significa che la formula che noi adottiamo non solo è quella giusta, ma è anche vincente. La presenza, del resto, al workshop di molti repeaters, non può che significare che qui si possono concludere affari e consolidare quelli già conclusi nelle precedenti edizioni della manifestazione”.

 

E’ stata une edizione ridotta quella di quest’anno, limitata nella sua organizzazione non certo dall’interesse, quanto dallo spazio occupato nello scorso mese di settembre da Buy Lazio tenutasi anch’essa a Viterbo e dal periodo del suo svolgimento (dicembre) anomalo per l’effettuazione di Borse turistiche. Ciononostante il suo successo è stato pari se non superiore a quello delle edizioni scorse. Merito del suo appeal e della formula che cerca ogni anno di presentare prodotti e mercati diversi.

 

Quest’anno era la volta del mercato russo e questo è stato sufficiente per richiamare al Workshop, svoltosi presso il Grand Hotel Salus, 73 operatori dell’offerta in rappresentanza di oltre 100 aziende, che hanno incontrato i 22 buyer presenti (11 dalla Russia, 3 dall’Ucraina, 1 dall’Ungheria, 1 dalla Romania, 1 dalla Slovenia e 5 dall’Italia) con una media di 13 contatti ciascuno per un totale di circa mille incontri. Non c’è stata occasione migliore per agriturismi, alberghi, palazzi storici, ristoranti, camping, associazioni, aziende produttrici, agenzie e piccoli tour operator per promuoversi ed aprirsi al mercato nazionale e internazionale.

Il successo di questa manifestazione, nata in sordina, ma oggi affermatasi in campo regionale e nazionale, sta nella politica della concertazione, al momento, l’unica in grado di dare corpo e realizzare un potenziamento del territorio. La Tuscia, del resto, situata nel cuore dell’Italia, al confine con l’Umbria e la Toscana, dotata di un patrimonio artistico-culturale di notevole qualità, può accogliere ogni forma di turismo e fare concorrenza ad ogni altra realtà territoriale nazionale. Ed è proprio la sua posizione geografica a far considerare agli operatori l’opportunità di allargare i propri confini fin dalla prossima edizione. “Fino ad oggi, dichiara ancora Vincenzo Peparello, ci siamo limitati a prendere in considerazione soltanto la Tuscia Romana coincidente grosso modo con la provincia di Viterbo. Ma la Tuscia in realtà è l’altro nome dell’Etruria, ovvero di quella vasta regione comprendente anche parte della Toscana (provincie di Grosseto e Siena) Umbria (provincia di Terni) e la parte situata a nord-ovest della provincia di Roma che va da Cerveteri a Civitavecchia. Dal prossimo anno, quindi, l’interesse della manifestazione si aprirà a nuovi orizzonti, abbracciando questa vasta zona dell’Italia Centrale coincidente con quella degli Etruschi. L’ultima annotazione vorrei farla per il concorso giornalistico “Tuscia. Una terra da amare” che quest’anno, sempre per l’anomalia che ha contraddistinto questa edizione, non è stato possibile assegnare per motivi organizzativi, ma che faremo prossimamente con una apposita manifestazione”.

   

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