8 marzo a Viterbo. Donne vittime di tratta: come promuovere l’inclusione sociale?

di MARIELLA ZADRO –

VITERBO – In questa giornata dal valore simbolico così profondo si è svolta, presso il Teatro Parrocchiale di Villanova Giovanni Paolo II, una mattinata di lavori che ha voluto focalizzare il tema delle donne vittime di tratta e dei relativi percorsi di sostegno e integrazione.

L’evento è stato possibile grazie alla collaborazione del Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione di Sapienza Università di Roma con istituzioni e organizzazioni esperte in materia e alla sinergia già attiva nella comunità locale tra la rete delle Acli Provinciali di Viterbo e la Parrocchia Santi Valentino e Ilario.

Il gruppo di lavoro coordinato da Ankica Kosic, che comprende anche Elena Bocci e Paola Passafaro, aveva già organizzato un evento analogo a Roma presso il Teatro Ateneo di Sapienza il 9 febbraio scorso, avvalendosi di un ricco programma introdotto dal messaggio video della Rettrice Antonella Polimeni. In meno di un mese il format è stato riproposto a Viterbo con la I Facoltà di Medicina e Odontoiatria -Corso di Infermieristica V di Sapienza, sede di Viterbo in Convenzione con la Asl di Viterbo.

Ha aperto i lavori Don Emanuele Germani, che oltre a dare il benvenuto a una sala gremita di giovani universitari e nonni, ha espresso la condanna del fenomeno della tratta delle nuove schiave, prendendo a prestito le parole di papa Francesco.

Sono seguiti i Saluti di Arianna Casini e Emanuela Cionco, rispettivamente Presidente e Direttore Didattico del CdS in Infermieristica V Sapienza Università di Roma Sede di Viterbo. Agnese Boriosi e Giovanni Biancalana hanno portato il loro Saluto in qualità di Presidenti dei due Circoli Acli di Viterbo: Stelio Murri e Punto Famiglia Santi Valentino e Ilario.

Ankica Kosic, che ha anche moderato gli interventi, ha presentato il tema “Donne vittime di tratta: come promuovere l’inclusione sociale”, con l’intento di sensibilizzare e invitare ciascuno a non ricadere negli stereotipi, ma a riflettere e agire per favorire un cambiamento culturale.

Gli esperti, intervenuti a inquadrare il fenomeno in un’ottica multi-disciplinare, sono stati:

Suor Tiziana D’Agostino, equipe anti tratta “Bassa Soglia” di Fondazione Somaschi; Federica Gaspari, Cooperativa Sociale Parsec, Roma; Francesca Vinciguerra e Alina Varzaru, Save the Children.

E’ seguita la proiezione di un documentario finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità e di alcuni estratti dello spettacolo teatrale Tratto dalla produzione Ert “Le notti di Emilia” vincitore del Bando Radar 2021.

La testimonianza di Sergio Giovagnoli, ARCI Solidarietà Viterbo srl Impresa Sociale, ha ancorato maggiormente la problematica affrontata al contesto locale.

Ha concluso Renzo Salvatori, Vice Presidente Vicario delle Acli Provinciali di Viterbo, che ha preso la parola per un appello alle studentesse e agli studenti presenti, incoraggiandoli a vivere il loro futuro professionale con “sensibilità” verso le problematiche delle persone che incontreranno nei Servizi dove andranno ad operare.

L’evento è stato caratterizzato da un susseguirsi di stimoli che hanno invitato i presenti a riflettere su problematiche socialmente rilevanti, analizzandone le mutevoli trasformazioni nel tempo, i percorsi e le metodologie di intervento, le storie di vita raccolte da operatori qualificati.

Ha arricchito le preziose testimonianze una mostra che sintetizza in 9 pannelli i racconti di alcune donne sfuggite alla schiavitù e ospitate presso strutture anti-tratta. Diffondere questi contenuti benché estremamente sintetici può contribuire ad una corretta informazione e alla divulgazione di valori, sogni e modelli dei quali le intervistate si fanno portatrici. Dall’identificazione con persone carismatiche incontrate durante il loro percorso o con Vip dalle loro stesse origini emerge quella che è stata definita da una delle partecipanti la “libertà del cuore”. Le tracce di resilienza identificate nelle interviste rappresentano elementi utili a combattere le forme di schiavitù ancora insite nella società contemporanea… La mostra, nata in una prospettiva scientifica presso Sapienza Università di Roma, è stata pensata come itinerante; rimane fruibile a Viterbo presso l’Istituto Tecnico Tecnologico Statale Leonardo da Vinci in Via Alessandro Volta 26 da lunedì 11 a venerdì 15 marzo e, nella settimana dal 18 al 24 marzo, presso la hall dell’Ospedale Belcolle – Asl di Viterbo, grazie alle sensibilità espresse dagli Enti del territorio.

Per info e comunicazioni -anche relative alla possibilità di allestire gratuitamente la mostra in altri contesti accademici, scolastici, istituzionali e organizzativi religiosi e laici- è possibile contattare: anna.kosic@uniroma1.it

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