A Bassano in Teverina la presentazione del volume, dal titolo “Pesci sognanti, dipinti, perduti”.

BASSANO IN TEVERINA (Viterbo)- Sabato 12 novembre 2022, presso la Galleria Cervo Volante a Bassano in Teverina (VT), a via delle Fonti, si terrà la presentazione del quattordicesimo volume della collana di libri d’artista edito dalla casa editrice Cervo Volante.
Il volume, dal titolo Pesci sognanti, dipinti, perduti, è realizzato dall’artista Massimo Saverio Ruiu e raccoglie immagini ispirate a un mondo marino, notturno e misterioso, popolato da pesci tutt’altro che muti. Le immagini sono accompagnate da una selezione di poesie di Francesco Paolo Del Re, scritte per Ruiu e poste in dialogo con le sue opere. Le parole si immergono nelle immagini dell’artista, evocando assonanze di pensiero e suggestioni di un immaginario meridionale, mediterraneo e mobile, che attraversa il tempo rendendo presenti metafore antiche.
Per l’occasione, negli spazi della galleria viene allestita una mostra con le opere di Massimo Saverio Ruiu, visitabile su appuntamento fino al 30 dicembre, che vede i pesci diventare protagonisti di scul-ture, disegni e installazioni.

Dove : Galleria Cervo Volante, via delle Fonti a Bassano in Teverina (VT)
Quando: 12 novembre 2022 dalle ore 11.00 al tramonto
Visitabile fino al 30 dicembre 2022, su appuntamento

MASSIMO SAVERIO RUIU
Nato a S. Severo (FG) nel 1961, si laurea in Storia dell’Arte contemporanea nell’89 a Roma e svolge la propria attività artistica ed espositiva a partire dal 1984. La sua ricerca ha come costante una ten-sione poetica che focalizza tematiche legate ai bisogni più intimi e profondi dell’uomo.
Nelle opere di Massimo Ruiu c’è sempre qualcosa che non c’è. Nel ciclo delle Ombre assolute, avvia-to nel ’97 alla Galleria Pino Casagrande, immagini fotografiche sono forate da nere cavità d’assetto geometrico, capaci di inghiottire lo sguardo. In questi “buchi neri” l’immagine implode, tracolla e naufraga in se stessa, in una frana delle percezioni che è tutta interna all’immagine. Eppure l’immagine è sempre lì. Cosa succede? Nel dittico fotografico 7 minuti prima / 7 minuti dopo il non-evento è dentro l’evento. Nel video Secondo tempo, fisso per ben duecento minuti su tale scritta, il primo tempo è un non-tempo che sostiene come un piedistallo invisibile la nozione di tempo (Secon-do Tempo, Palazzo Pascali, Polignano a Mare, 2003) Nel ciclo pittorico dei pesci le parole sono cu-stodite dal mutismo degli abitatori del mare (Doppiomare, Studio Fedele, Monopoli, 2006; Le paro-le illuminate dei pesci, Vedetta della Marina, Giovinazzo, 2008). Nei libri di cenere la pagina non muore, si polverizza in idea. È tutto un procedere per negazioni affermative, per vuoti che riempiono e finitezze forate d’infinito. L’assenza, la reticenza, il non-dire: sono i grimaldelli per rendere “assolu-ta” l’opera relativa, per completarla col suo lato “non”, E se la parte più viva dell’immagine fosse il suo cuore cavo? Se la sua parte più vera fosse la sua parte più nera? Massimo Ruiu rivolge la sua in-nata vena poetica alla definizione esatta di icone del non-essere fino all’ultima deriva dove i pesci, ac-compagnati da lavagne parlanti, evocano in ambientazioni scolastiche il desiderio di un approdo o la nostalgia di un naufragio. Nell’era dell’iper-immagine Ruiu inventa l’anti-immagine delle Ombre asso-lute, nella stagione del “troppo” medita sul “meno”, sui lati in ombra, invisibili solo ai ciechi. (G.Gigliotti)
Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia con l’opera @, realizzata con cento chiocciole in letargo: riflessione sulla diversa percezione del tempo umano e quello naturale.

FRANCESCO PAOLO DEL RE
Francesco Paolo Del Re (1980) è nato a Bitonto, in provincia di Bari, e vive a Roma. È un giornalista e lavora per il programma Chi l’ha visto? di Rai Tre. Ha esordito in poesia nel 2015 con Il tempo del raccolto (SECOP Edizioni) e nel 2016 ha ideato e curato l’antologia Le gazze disattente. La Puglia, l’impegno, dodici poeti (SECOP Edizioni). Scrive di arte contemporanea, con attenzione ai temi dell’identità e al recupero di un Novecento minore. In veste di curatore ha firmato mostre in spazi pubblici e privati, a volte non convenzionali. Dal 2017 porta avanti il progetto curatoriale Casa Vuota a Roma insieme a Sabino de Nichilo.

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