A breve gli “Atti” del Seminario (Giornata di Studi) sul nuovo concetto artistico SpazioTempismo presso Palazzo Scacciaricci

VITERBO- Si è concluso sabato 25 maggio, oltre il tempo previsto, il primo Seminario (Giornata di Studi) sul nuovo concetto artistico SpazioTempismo. Dopo una breve ma intensa introduzione di Enzo Trifolelli e del Gallerista Silvio Merlani sono iniziati i lavori con lo storico dell’arte prof. Luca Salvatelli con alcune annotazioni di critica storica artistica “Conoscere ed Approfondire lo Spazio e il Tempo con Continuità di Rappresentazione”. L’esposizione sapiente e opportuna a toccato i punti salienti del Concetto spaziotempistico citando anche degli studiosi raramente studiati, come Pavel Aleksandrovič Florenskij.
È seguito l’intervento della curatrice Barbara Aniello, anche lei storica dell’arte e musicista, che relazionando lo SpazioTempismo con un inciso del Segno nella storia dell’arte, ha sapientemente relazionato le dematerializzazioni e ri-materializzazioni come, anche, le diverse prospettive nella disciplina musicale. Interessanti sono state le similitudini delle ampiezze e del glissando che ha fatto evidenziare e ascoltare agli intervenuti. Anche un invito è stato rivolto ai compositori musicisti a sperimentare nuove forme musicali che si ispirano al concetto spaziotempisico
Poi il sociologo/artista e scrittore Paolo Signore, ha evidenziato le ragioni e necessità presenti oggi a rappresentare nell’arte più prospettive di informazioni, sociali, comportamentali e altro dettate dal disagio sociale che si sta vivendo. Ha inoltre evidenziato il ciclo e riciclo di periodi necessari di rottura, identificando questi anni come momento necessario di cambiamenti. Concludendo; come nel passato anche oggi è l’Arte che si deve far carico di sensibilizzare sulla necessità di un cambiamento dell’attuale situazione.
L’intervento dell’esperto di immagine e fotografia, nonché direttore del CSRIT Gianpiero Ascoli, ha esposto la non correlazione tra la relatività e il tempo nell’arte. Differentemente ha indicato; che pur non potendo muoversi a velocità prossime alla luce, nell’arte è possibile rappresentare nell’arte, anche a velocita più basse, ciò che accade nelle dilatazione spazio-temporali.
Con l’intervento di Enzo Trifolelli, emerge una novità assoluta nella componete gestuale per ottenere un’opera. È stato esaminato il Gesto dell’artista che genera il Segno partendo da Claude Monet, ma anche prima con Joseph Mallord William Turner e Eugène Delacroix fino al Gesto che si fa con lo SpazioTempismo. Trifolelli indica questo nuovo Gesto; cioè muoversi nello Spazio appunto come vuole il nuovo concetto, come un Gesto che avvolge e ingloba tutti i Gesti di tutte le discipline artistiche, definendolo IperGesto.
Certamente molto c’è ancora da far emergere in superficie, esaminando il Manifesto SpazioTempismo e le opere che ne traggono ispirazione; opere che pur mantenendo la personalità, stilema e segno primario di ogni artista nella sua disciplina adottata, amplificano i messaggi che con l’opera si vuole comunicare.

 

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