VITERBO – ieri, venerdì 8 agosto alle ore 21:15, Roberta Bruzzone al Teatro Romano di Ferento ha presentato “FAVOLE DA INCUBO”, un intervento che ci aiuta ad ascoltare le voci che sono dentro di noi, a guardare negli occhi l’orrore che diventa normalità, abitudine, routine.
La criminologa con determinazione ironia e tanta autoironia ci prende per mano e ci accompagna in un viaggio che lascia l’amaro in bocca. Racconta due casi di cronaca nera in particolare, quello di Roberta Ragusa e di Arianna Flagiello. Si parla degli stereotipi di genere che hanno provocato queste tragedie annunciate, per sconfiggerli una volta per tutte.
A volte si spaccia il controllo per amore, accade nelle relazioni tossiche, quelle in cui la libertà della donna diminuisce giorno dopo giorno. La serata non poteva che essere dedicata alla Violenza e al Femminicidio come conseguenza di una manipolazione affettiva di matrice narcisistica.
L’amore non può curare le patologie psichiatriche e le donne non possono salvare queste persone. Chi subisce l’incantesimo del narcisista si sente unica e speciale finché non disobbedisce e la magia svanisce, l’altro si trasforma da bello in marcio e nonostante tutto se ne dipende. Possiamo individuare il NARCISO dal fatto che: -Non sa stare da solo, ha bisogno di ricevere continue conferme dall’esterno; -Mente in maniera seriale e mette zizzania sempre e comunque, ti isola; -Tende a criticare tutto e tutti, un massacro continuo. E’ debole e ha paura che gli altri la vedano la sua fragilità. Il PATRIARCATO non esiste? Non sempre implicitamente, è richiesto di realizzarsi solo nella sfera privata, di considerare la maternità come la principale ragione di vita, di non essere ambiziose, di stare a fianco all’ uomo, preferibilmente un passo indietro, di evitare di indurre in tentazione, di non bere, non uscire con le amiche.
La dottoressa Bruzzone ci suggerisce di fare attenzione a questi concetti fondamentali, li incontriamo nella quotidianità e non necessitano di indifferenza perché ci fa diventare complici. Il messaggio è di non subire, non soccombere, non arrendersi e non perdere di vista la persona più importante ….. noi stesse.
Maria Grazia Mari















