Carrozzeria Fiorillo

A Foro Cassio nasce un movimento culturale (VIDEO)

di MARIELLA ZADRO –

VETRALLA ( Viterbo) – Di settimana in settimana, la programmazione degli incontri musicali a Foro Cassio, fanno accrescere un “movimento culturale” di grande interesse.

La rassegna promossa ed ideata, dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Vetralla Daniela Venanzi, con la direzione artistica di Simone Precoma, ha portato sul palco del sito archeologico una formazione capace di trasportare il pubblico nelle affascinanti atmosfere del jazz manouche, il genere musicale reso celebre dai leggendari Django Reinhardt e  Stéphane Grappelli.

 Un concerto elegante e coinvolgente, dove il virtuosismo dei musicisti, l’improvvisazione e i ritmi della tradizione gitana si fondono con il linguaggio del jazz, dando vita a uno spettacolo di grande intensità e fascino anche per chi le ascolta per la prima volta. Passando infine attraverso rivisitazioni di melodie più celebri e conosciute dal grande pubblico

Come penultimo incontro giovedì 23 luglio abbiamo apprezzato la musica del New Gipsy Trio composto da Matteo Cristofori al violino, Marco Aquilani chitarra e Enrico Mianulli al contrabasso, amici con la passione delle contaminazioni jazz, che con la loro energia ed eleganza hanno guidato il numeroso pubblico in un viaggio musicale molto suggestivo.

“Sono molto contento di questi tre talenti della Tuscia che presentiamo questa sera, ha sottolineato il direttore artistico Simone Precoma, fanno diversi brani jazz, ma con la caratteristica della musica jazz manouche e delle contaminazioni gitane “

“Il cartellone dell’estate vetrallese non terminerà a Foro Cassio, ma ho diviso le manifestazioni: musica a Foro Cassio a seguire il teatro al Vetralla Summer Festival (appuntamenti dei venerdì d’agosto) Tutto ciò è frutto della fiducia al progetto riposta dagli affezionati che aspettano le nostre proposte per discuterne, comunicano entusiasmo ed altro”.

“A questo proposito, conclude Precoma, voglio citare una frase che ci diceva il professore: “Il teatro è iniziato a “morire” quando il pubblico ha smesso di fischiare “in pratica, quando non c’è coinvolgimento.