A Graffignano il convegno “L’aereo ritrovato, la storia del ritrovamento dell’A-36 abbattuto a Graffignano nel 1944”

GRAFFIGNANO (Viterbo) – Sabato 18 giugno alle 16 al “Castello Baglioni” si terrà il convegno “L’aereo ritrovato, la storia del ritrovamento dell’A-36 abbattuto a Graffignano nel 1944”. Per l’occasione arriveranno dagli Stati Uniti i figli del pilota statunitense Walter Giles Johnson che si paracadutò sopra Graffignano dal suo aereo, un bombardiere da attacco al suolo in picchiata A-36, colpito il 14 aprile 1944. Il velivolo precipitò in località Montepimpio.
Al convegno interverranno, dopo il saluto del sindaco Piero Rossi, lo storico locale Tommaso Bernardini sull’argomento “Graffignano durante la seconda mondiale”, il generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette su “L’ Arma dei carabinieri nel secondo conflitto mondiale” e lo storico e ricercatore aeronautico Michele Mari su “La storia dell’aereo americano precipitato a Montepimpio”.
Infine prenderanno la parola alcuni testimoni che hanno assistito allo schianto dell’aereo in quel lontano 14 aprile 1944.
A moderare l’evento Maurizio Piccirilli.
Sarà presente anche un rappresentante dell’ambasciata statunitense di Roma.
Al termine del convegno seguirà l’inaugurazione dell’esposizione dedicata ai resti del bombardiere americano A-36.
La ricerca sull’aereo è stata condotta tra il 2020 e il 2021 dal ricercatore aeronautico Michele Mari con la collaborazione di Tommaso Bernardini, Piero Rossi, Giulio Gregori e dell’associazione Air Crash Po nelle persone di Luca Gabriele Merli e Agostino Alberti.
Da documenti d’archivio sono state ritrovate le prime informazioni dello schianto di questo aereo e la data del suo abbattimento: il 14 aprile 1944.
Tramite testimoni e ulteriori ricerche è stato ritrovato l’esatto luogo del crash del velivolo e dall’analisi di alcuni resti si è risaliti al velivolo: un bombardiere da attacco al suolo in picchiata statunitense A-36.
L’aereo era pilotato da Walter Giles Johnson appartenente al 525th squadron dell’86th fighter-bomber group dell’Usaaf.
Il pilota riuscì a lanciarsi con il paracadute ma venne catturato dai fascisti e dai tedeschi.
In quel lontano 14 aprile 1944 Johnson era decollato insieme ad altri sette A-36 dalla base di Pomigliano per un bombardamento e mitragliamento della linea ferroviaria tra Orvieto e Alviano.
Walter Johnson, una volta catturato, venne portato nel campo di prigionia Stalag Luft III nella Bassa Slesia vicino alla città di Sagan in Polonia e poi in quello di Nürnberg Langwasser in Baviera.

Dopo la guerra tornò negli Stati Uniti dove fece carriera militare nell’Aereonautica e morì nel 1990.

 

 

Print Friendly, PDF & Email