A QdA il tema del diritto all’identità Al CSC di Roma la serie di testi teatrali legati alla campagna promossa dall’Ambasciata Argentina

Il Festival Quartieri dell’Arte aderisce alla campagna per il diritto all’identità legata ai figli dei desaparecidos argentini. Mercoledì 18 dicembre alle 21 e in replica giovedì alle 17 l’esordio in prima assoluta al Teatro Blasetti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia e l’associazione Politecnico Teatro, la serie di opere teatrali scritte dai giovani allievi del CSC Davide Bertoli, Bernardo Pellegrini e Michela Straniero e interpretati dagli allievi del secondo anno del corso di recitazione sotto la guida di Giancarlo Giannini con regia di Marco Belocchi e Mario Grossi.

Il progetto è legato alla campagna per il diritto all’identità promossa dall’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia al fine di rintracciare i figli dei desaparecidos che le “abuelas”, le nonne di Plaza de Majo, stanno ancora cercando. Il percorso è stato intrapreso partendo da un laboratorio che si è tenuto presso il Centro Sperimentale di Cinematografia con gli allievi del primo anno del corso di sceneggiatura guidato da Franco Bernini, cui hanno preso parte Carlos Cherniak, Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia e Gian Maria Cervo in qualità di docente di drammaturgia. Partendo dall’introduzione al problema fatta dal Ministro i giovani drammaturghi (nell’ambito della collaborazione con il festival Quartieri dell’Arte) hanno scritto i testi che affrontano il tema da punti di vista differenti. Dalla difficoltà dei genitori di un desaparecido di arrivare al “quarto stadio”, ovvero l’accettazione dell’ormai evidente morte del figlio primogenito, scomparso nel nulla, alle vicende legate al grande vuoto della diplomazia internazionale nel fronteggiare la tragedia della dittatura militare. Ne “I quattro stadi” di Davide Bertoli, si assiste a una sparizione illogica e stilizzata, l’immota atmosfera domestica ed una famiglia lasciata semplicemente a chiedersi se il primogenito, Innocenzo, tornerà mai per cena. “I quattro stadi” racconta la battuta d’arresto dell’elaborazione del lutto di due genitori incapaci, poiché privati dell’habeas corpus, di raggiungere l’ultimo stadio: l’accettazione della morte del figlio. Personaggi impigliati in ricordi ed ipotesi, Nestor e Maria, un padre ed una madre, in caduta libera nell’angosciante interrogativo, nel peggior indovinello che possa presentarsi ad un genitore. Come dentro la paradossale scatola d’acciaio di Schrodinger dove il gatto è al contempo, fintanto che resti chiusa, vivo e morto. “S241” di Bernardo Pellegrini è ambientato nell’Argentina del 1976. I militari salgono al potere, il Gen.Videla annuncia al Paese l’inizio del “Processo di Riorganizzazione Nazionale”. Mentre la diplomazia internazionale chiude gli occhi su uno dei più subdoli e silenziosi crimini della Storia, un diplomatico Italiano, solo, si schiera dalla parte delle vittime contro il volere di militari e superiori. Nel corto di Michela Straniero la vendita di una villetta alla periferia di Buenos Aires diventa per il Signor Paz, appassionato agente immobiliare, e per la sua giovane e misteriosa cliente, Inma, un viaggio attraverso gli intrecci tra storia personale e nazionale dell’Argentina dalla dittatura ai giorni nostri.

   

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