Carrozzeria Fiorillo


A Ronciglione il tempo danza: iniziato il Carnevale 2026, edizione 341

di GIUSEPPE INTAGLIATA CHERUBINI –

RONCIGLIONE (VT) – C’è un momento, a Ronciglione, in cui il tempo smette di correre e si mette a danzare. Succede ogni anno, con una forza speciale, quando arriva il Carnevale. Il Carnevale di Ronciglione 2026, giunto alla sua 341ª edizione, è ufficialmente iniziato e lo ha fatto come solo questo paese sa fare: portando in strada l’anima collettiva di una comunità e un’energia contagiosa capace di travolgere chiunque vi prenda parte. Non è solo uno spettacolo, ma un sentimento condiviso. Un patrimonio vivo che continua a emozionare, rinnovandosi senza mai tradire se stesso. Il primo corso di gala, andato in scena oggi, 1° febbraio, nel centro storico, è stato molto più di una semplice sfilata. Un fiume umano di colori, allegria e creatività ha trasformato le vie del paese in un grande palcoscenico a cielo aperto. Ad aprire il corteo, come da tradizione, il carro dei Nasi Rossi, simbolo identitario di una festa che non dimentica le proprie radici. Poi oltre 1.200 figuranti, costumi sartoriali, 22 gruppi mascherati e 20 carri allegorici: giganti di cartapesta nati dalle mani sapienti dei maestri locali, capaci di raccontare storie con ironia, bellezza e una cura del dettaglio che lascia senza fiato. Da Ballando con le stelle a Il Pappaguro, da Il difensore della Groenlandia a Kimono banzai, dalle Tigri del Bengala a Carta vince carta perde, fino a Candy Crush. Ogni carro è un racconto, ogni gruppo un’esplosione di fantasia. Il pubblico resta rapito, lo sguardo corre senza sosta, incapace di scegliere dove fermarsi. A rendere tutto ancora più coinvolgente, bande folkloristiche e performance teatrali itineranti che annullano la distanza tra chi guarda e chi sfila: qui non esistono spettatori, ma solo partecipanti. A precedere la sfilata, come vuole la storia, la banda cittadina Alceo Cantiani, affiancata dalle majorette e dagli imponenti Ussari francesi. Una presenza solenne e spettacolare che rievoca il passaggio napoleonico del XVIII secolo e ricorda quanto il Carnevale di Ronciglione sia profondamente intrecciato con la propria storia. La cavalcata degli Ussari non è una semplice parata, ma un rito: una rievocazione che fonde leggenda e memoria militare, unendo simbolicamente il passato guerriero al presente festoso. Il paese intero ha accolto il Carnevale come si accoglie una festa di famiglia: balconi addobbati, bandierine colorate, luminarie e mascheroni “affacciati” alle finestre a osservare l’onda festosa. Il corso di gala si è chiuso con il rito più amato: la grande festa in piazza Vittorio Emanuele II, la storica piazza della Nave, dove il tradizionale saltarello ha trasformato la piazza in un abbraccio collettivo fatto di musica e pura gioia. Il Carnevale di Ronciglione affonda le sue radici nel Carnevale romano rinascimentale e barocco, di cui è considerato legittimo erede dello sfarzo. Fu in epoca barocca che le sfilate e le corse dei cavalli assunsero quel carattere solenne che ancora oggi incanta. Dal suono del campanone alla danza del saltarello, dai carri allegorici alla corsa dei Barberi, fino al rituale della morte di Re Carnevale con la fiaccolata della Compagnia della Penitenza e della Compagnia della Buona Morte e le vedove vestite di nero: ogni gesto è tradizione viva. Una storia antichissima che dagli anni Settanta si è arricchita del Carnevale dei bambini, con le mascherate delle scuole dell’infanzia ed elementari, protagoniste del Giovedì Grasso. Un passaggio di testimone che garantisce futuro a una tradizione secolare. Il calendario dell’edizione 2026 è ricco e sentito. Tre i corsi di gala, in programma le domeniche 1, 8 e 15 febbraio. Giovedì Grasso, 12 febbraio, spazio alla parata storica degli Ussari, al Gran Carnevale dei bambini e alle mascherate spontanee, tra tozzetti, vino e saltarello in piazza della Nave. Sabato 14 febbraio, il tradizionale Carnevale Ghiotto, tra polentari, fagiolari e porchetta, arricchito dalla Soap Box Race, la corsa delle carrozzette senza motore che porta in strada allegria e competizione goliardica. Lunedì 16 febbraio è il giorno dei Nasi Rossi, con la storica “carica”, giunta alla 126ª edizione, e la distribuzione dei rigatoni al ragù nel pitale, simbolo irriverente e amatissimo del Carnevale ronciglionese. Il gran finale arriva martedì Grasso, 17 febbraio, con la rappresentazione della morte di Re Carnevale e l’apertura del suo testamento. Il corteo funebre chiude la festa prima della partenza di Re Carnevale sul globo aerostatico: un addio scenografico e poetico che lascia negli occhi la malinconia della fine e nel cuore la promessa di tornare.

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