di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo)- Oggi, lunedì 2 febbraio 2026, nel giorno della Candelora che ricorda la Presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione di Maria, la Comunità Pastorale di San Martino al Cimino-Tobia (Parrocchia di S. Martino Vescovo-Parrocchia S. Maria del Rosario) ha celebrato la Festa nella chiesa abbaziale del borgo con la solenne Processione e la S. Messa presieduta da S.E.Mons.Orazio Francesco Piazza.
Come da tradizione la cerimonia si è svolta nel Chiostro dell’Abbazia dove il S.E.il Vescovo Piazza ha impartito la benedizione delle candele portate a mano da numerosi religiosi e religiose e da tanti cittadini. Con le preghiere, i canti e i ceri accesi che rappresentano Cristo come luce che illumina il
mondo e guidano simbolicamente il cammino, tutti i presenti sono affluiti in processione nell’Abbazia per la Santa Messa accompagnata da toccanti canti liturigi.
Nella sua omelia il Vescovo Orazio Francesco Piazza si è rivolto ai religiosi e religiose presenti in chiesa in gran numero con un discorso motivazionale per il percorso intrapreso. Ha fatto cenno “ai vari carismi che sono presenti nella realtà ecclesiale utili a dissodare il terreno nel nostro cammino nella fede, nella speranza e nella carità”.
“Ci sono due circostanze- ha spiegato Mons.Piazza – in questo abbraccio della Celebrazione oggi della Presentazione di Gesù al Tempio, l’una in questo luogo, sono 800 anni della fondazione dell’Abbazia di San Martino, è sicuramente una traccia della memoria storica di una presenza così impegnativa cistercense, che poi nel tempo si è andata modificando, come sempre succede nel cammino della storia, ma il cui simbolo, la presenza, continua ad essere per noi un riferimneto per
la memoria della fede anche nella prospettiva dell’impegno della evengelizzazione.L’altro riferimento è per gli 800 anni di Francesco di Assisi. E per noi questo anno giubilare è motivo di una ulteriore crescita individuale”.
“Con voi – ha continuato il Vescovo Orazio Francesco Piazza – vorrei riflettere seguendo le indicazioni del santo Padre Leone per il suo rivolgersi alla vita consacrata, all’impegno, alla fedelta alla chiesa a cui siete chiamati ciascuno a dare concretezza alla vostra vocazione. Resta il verbo “Restare” Papa Leone si rivolgeva a questo luoghi che assumono immagini martoriali,la presenza della fede e della vita religiosa nei luoghi del nostro mondo dove la fede è messa alla prova…..
Ma io vorrei questo verbo tradurlo per noi nella formazione concreta della nostra realtà ecclesiale, dove il restare che implica la sedentarietà deve avere almeno tre caratteristiche: il contatto ecclesiale, la persona, la comunità... il restare da parte della vita consacrata, nel carisma diventa servizio completo. Questi tre elementi riorganizzano praticamente la ricontestualizzazione della propria identità personale, comunitaria ed ecclesiale del cammino di risposta al Signore.
Ecco perchè quella luce che riceviamo non è solo per noi stessi, è una luce che si interpreta nella fraternità della comunità, e attraverso la solare testimonianza della comunità, diventa quella terza componente che nella realtà ecclesiale trova nella vita religiosa la memoria del proprio futuro. Quasi a ricordarci qual è la nostra destinazione. Quale a indicarci il modo con cui dobbiamo procedere, rimanendo fedeli a quella luce che ha rischiarato la nostra persona, dà chiarezza alla comunità e dona speranza alla realtà ecclesiale”.
Al termine della Santa Messa prende la parola per i saluti e i ringraziamenti Padre Giuseppe :“Per tutte la comunità … delle volte ci troviamo un po’ disarmati, abbiamo bisogno di questa paternità e soprattuto abbiamo bisogno sentirci parte di un cammino condiviso. Ringrazio per la sua presenza S.E. don Alessandro e il parroco don Fabrizio Pacelli che ci ha accolto in questa bellissima abbazia, un grazie a tutti i religiosi e le religiose che hanno contribuito nel servizio liturgico e musicale, e a tutti coloro che sono venuti a vivere questo momento. Continuiamo questo cammino che sarà ripreso a breve, cammino di formazione, di incontro. Il prossimo ci sarà ad aprile, verrà comunicata la data e il luogo. Informazione: subito dopo la celebrazione, per i confratelli e le consorelle consacrate e non consacrate, ci vediamo nella biblioteca abbaziale per un momento di convivialità, insieme al nostro Vescovo”.
Anche il Vescovo Piazza ringrazia i religiosi e le religiose e nel salutare tutti precisa: “il dialogo tra vari carismi è fruttuoso per la chiesa e io vi chiedo di essere sempre più presenti, essere attenti e poter godere del frutto del vostro impegno attraverso opera specifica anche nel condividere le fatiche del nostro cammino ecclesiale, ma anche di gioie, ne abbiamo tante di gioie, pensiamo solo alle fatiche? No, ci sono anche gioie, per cui veramente grazie, grazie, grazie e buon cammino insieme, che il Signore benedica la vostra opera, le vostre opere, che ci donano la gioia di poter fare qualcosa per Lui e con Lui. Questo è il dono più grande che possiamo ricevere. Il Signore sia con voi. Amen”.








