di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- L’ abbazia di San Martino al Cimino, questa mattina, è gremita da parenti, amici, rappresentanti di associazioni religiose e laiche, gli ordini Cavallereschi, per dare l’ultimo saluto a Pietro Bevilacqua.
Il rito funebre profondo e commovente celebrato da don Luca Scuderi alla presenza di diversi sacerdoti, tra i quali, il Vicario Generale don Luigi Fabbri, don Fabrizio Pacelli, don Alfredo Cento e don Emanuele Germani ha
sottolineato la numerosa presenza in chiesa per salutare Pietro.
“Siamo qui così numerosi per dirti grazie Pietro, grazie per la tua vita”. Ricordando il Vangelo secondo Matteo (mt 5,13-16) di domenica: “Voi siete il sale della terra; Voi siete la luce del mondo; Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”.
“Questo è stato Pietro, ha ricordato don Luca, per la sua famiglia, per gli amici, protagonista della vita culturale e sociale della città, giornalista della stampa Cattolica e nel mondo musicale e
dell’associazionismo”.
In particolare ha ripercorso i momenti della malattia che Pietro ha affrontato con grande spirito alimentando maggiormente la sua devozione alla Madonna: “La tua gratitudine a Maria, il tuo sgranare il rosario ogni giorno, conferma che il tempo che hai donato in una vita fatta di amore e tutto ciò, non è stato inutile”. Presenti al funerale : Enrico Maria Contaldo, Luigi Pasqualetti, Umberto Fusco, Giovanni Maria Arena, Giulio Marini e Marcello Meroi ed una rappresentanza dell’Ucsi di Viterbo, di cui Pietro era socio.
Tutte le offerte raccolte durante la cerimonia, per volontà della famiglia Bevilacqua, sono state donate alla Fondazione Nadia Salcini che sostiene lo sviluppo della ricerca scientifica sulla leucemia.








