‘A Tutta Tuscia’, i norvegesi vanno matti per Acquapendente e le lenticchie di Onano

I norvegesi amano l’Alta Tuscia e i suoi prodotti di qualità. E’ quanto viene fuori dalla terza puntata di ‘A Tutta Tuscia’ in onda su Radio Verdea-tutta-tuscia (fm 103.9 e 93.1 e in streaming su www.radioverde.it) lunedì 9 dicembre dalle 11 alle 12 e in replica martedì alle 21. Simone Carletti e Roberto Pomi (Funamboli) continuano il viaggio alla scoperta del territorio insieme alla guida turistica Daniela Stampatori. Il percorso

della puntata inizia dalla “Gerusalemme d’Europa”, in pratica ci troviamo ad Acquapendente. Tappa importante della Francigena, paese medioevale con la Torre del Barbarossa e la stupenda basilica del Santo Sepolcro. Una foresta di colonne con un tesoro: il sacello del Santo Sepolcro. Meta di pellegrinaggio per secoli perché contiene le pietre bagnate dal sangue di Cristo durante la passione. I conduttori sviluppano un piccolo focus sulla festa tradizionale de “I Pugnaloni”, che ricordano la cacciata dell’imperatore Federico Barbarossa. Sapete che proprio nell’Alta Tuscia si trova il “bosco di Biancaneve?”. E’ proprio così, praticamente alle spalle del bellissimo castello di Torre Alfina. Il nome è “bosco del Sasseto”, finito recentemente sulle pagine dell’importante rivista National Geographic proprio con il richiamo al cartone della Disney. Dopo tante scoperte i conduttori di ‘A Tutta Tuscia’ fanno sosta in un agriturismo a Marchio Tuscia Viterbese. Siamo dal signor Giuseppe Brizzi, titolare dell’agriturismo Cerqueto. E’ proprio questa eccellenza dell’accoglienza che ha saputo costruirsi negli anni una clientela tutta scandinava. E grazie a questi flussi turistici, soprattutto dalla Norvegia, che i prodotti dell’Alta Tuscia finiscono sulle tavole del Nord Europa. La bellezza del lago di Bolsena e dei Comuni che affacciano sul suo bacino, le due splendide isole Martana e Bisentina, cariche di storie e misteri, sono il continuo naturale del cammino della terza puntata. Oltre alle bellezze del paesaggio e della storia c’è di più: i vini. A raccontarci le eccellenze di questa parte di Viterbese Flavio Verzaro, direttore del Museo Taruffi ed esperto di vini.

   

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