Abitare Co.: per molti laziali le proprie abitazioni sono inadeguate ad affrontare la situazione attuale

MILANO – L’emergenza sanitaria ha costretto una buona parte delle famiglie a passare molto tempo tra le mura domestiche, modificando radicalmente le proprie abitudini sociali e il modo di vivere la casa. Ma le abitazioni dei laziali sono adeguate a fronteggiare questa situazione? Secondo l’analisi di Abitare Co., società attiva nell’ambito dell’intermediazione immobiliare, le famiglie laziali hanno a disposizione una superficie media di 111,1 mq (la media nazionale è di 117 mq). Tra le 12 grandi città italiane sono i milanesi ad avere la minore superficie media (88 mq), seguiti dai torinesi (91 mq), dai bolognesi (96 mq) e dai genovesi (99 mq), mentre a Roma è di 103 mq.

Al di là delle medie statistiche, il dato sulla superficie vale per tutti? Su questo la fotografia di Abitare Co. mostra aspetti meno rosei. Secondo l’ultimo censimento Istat , oltre quattro abitazioni laziali su dieci (41,4%) occupate da persone residenti è al di sotto degli 80 mq e il 16,8% non raggiunge i 60 mq. Tra le province, la percentuale di case inferiori a 80 mq è più alta a Roma (45,5%).
E i nuclei numerosi? Oltre un quarto delle abitazioni laziali (27,6%) occupate da più di 4 persone è inferiore a 80 mq, ma con un’incidenza che arriva a ben il 32,5% nella provincia di Roma.

Abitazioni, quindi, sovraffollate: nel 2018, sempre secondo i dati dell’Istat , ben il 32,7% dei laziali, pari a oltre 1.928.200 cittadini, viveva in questa condizione. Ma oltre al sovraffollamento si aggiunge anche la carenza dei servizi primari e strutturali, per i quali la regione si distingue con alti valori percentuali. Nel 2018, infatti, oltre 1.179.300 cittadini laziali (20% della popolazione) vivevano in abitazioni con problemi strutturali o di umidità, contro una media italiana del 13,2%.
Inoltre, ritornando al censimento del 2011, nelle abitazioni laziali occupate da persone residenti oltre 59.700 case erano senza acqua potabile e quasi 20.300 senza acqua calda, più di 86.500 non avevano un impianto di riscaldamento, in circa 2.800 si registrava l’assenza di un gabinetto e in quasi 9.500 nessun impianto doccia e/o vasche da bagno.
Ultimo aspetto che in questo periodo ha un ruolo importante per le famiglie in quanto consente di avere un contatto con l’esterno, riguarda la presenza di balconi, terrazzi e giardini di proprietà . Se la maggior parte sono senza dubbio “fortunati”, nel 2019 c’era comunque il 14%, pari a 365.000 famiglie, che non disponeva di questi “benefit”.

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