Accolte le proposte di Viterbo2020: sì al bilancio sociale e al bilancio di genere, ma dal 2014

Chiara Frontini cons comBilancio sociale e bilancio di genere, le proposte del consigliere Frontini aprono una breccia nel muro della maggioranza. Il tema riguarda la pianificazione finanziaria delle opere pubbliche e le proposte sono due, il “Bilancio sociale” e quello “di genere”, buone prassi che sarebbe il caso adottare.

 

“E’ un tema molto caldo in questi giorni – preannuncia la giovane consigliera – perché parla di trasparenza nel bilancio. Dare informazioni ai cittadini su come sono stati spesi i soldi della collettività. Sono due ordini del giorno nel loro obiettivo abbastanza semplici. Per entrambi ci sono sia esempi sia i riferimenti normativi e legislativi (nazionali e comunali).

 

Una proposta che trova il sostegno di De Dominicis: “Il M5S si dice favorevole all’iniziativa del consigliere Frontini perché va a toccare un aspetto molto importante della cosa pubblica, lo riteniamo una costola di una visione molto più ampia, si rifà al bilancio partecipato che presuppone la rendicontazione dell’amministrazione nei confronti dei cittadini. Quello che chiede questa mozione è anche quello di coinvolgere i cittadini nell’analisi di come sono stati i soldi, non è solo un’analisi, ho speso questo ho speso quello. A questo aggiungeremo la presentazione del bilancio partecipato. Alcuni comuni come Parma l’hanno già adottato. Il sindaco ha spiegato in un cinema ai cittadini alcuni punti del bilancio preventivo, accogliendo proposte e modifiche ai punti del bilancio. Abbiamo cinque anni di tempo… il mio è un auspicio… si può riuscire, proviamoci anche noi”.

 

L’intervento di De Dominicis, però, è solo un sostegno “morale” visto che lo stesso ammette che non ci sono i tempi tecnici per presentare un emendamento all’odg presentato da Frontini. De-Dominicis

 

Idealmente la proposta riceve consensi, come quello del consigliere Francesco Serra, capogruppo PD: “Sostanzialmente questa idea del bilancio sociale è un atto di trasparenza dell’amministrazione, ora che questo sia vincolante mi sembra eccessivo, però ritengo che sia una prassi da condividere e che possa far parte di un ammisnitrazione che si dica vicina ai cittadini e trasparente”. Insomma, pollice verso dalla maggioranza?

Il consigliere di FondAzione Santucci non ci crede: “Siete sicuri che la votate?”. Ed infatti ecco la richiesta del capogruppo di Lista Civica Maurizio Tofani: “Cinque minuti di riflessione. C’è tutta la volontà per far sì che la mozione possa essere approvata. Se si può avere cinque minuti di riflessione per avere idea compiuta del provvedimento”. Dunque che pausa di riflessione sia. Al rientro i consiglieri si comportano come degli scolaretti indisciplinati, tant’è che il presidente del consiglio Rossi è costretto a richiamarli: “Vi chiedo in ginocchio un po’ di silenzio… facciamo come a scuola… veramente vi chiedo di accomodarvi e di stare in silenzio… finché non c’è silenzio non cominciamo… così vediamo…”.

 

serraL’empasse è comunque superata, il via libera lo dà Serra: “Confermo quanto detto, sostanzialmente siamo assolutamente d’accordo, ovviamente la modifica è nell’impegno nei confronti della giunta, già a partire dal bilancio consuntivo 2014 e non quello del 2013, in modo che il bilancio sia il nostro…”.

 

La Frontini incassa il sì: “E’ chiaro che la proposta era stata preparata per luglio e aveva un senso ma essendo ormai novembre…”.

 

E la mozione passa all’unanimità. C’è discussione anche sul bilancio di genere proposto sempre da Frontini: in questo caso, rispetto a quello sociale, il bilancio di genere è previsionale e non consuntivo, con entrate e uscite valutate e strutturate in funzione degli interventi a sostegno delle donne: “Anche nel Parlamento Europeo se ne è discusso, parlando di ‘gender budgeting”. La proposta, sebbene corredata di esempi esplicativi con riferimento in particolare a quanto già adottato dal Comune di Forlì (dove la spesa di genere, avviata nel 2010, si attesta intorno al 24% del bilancio), provoca le reazioni scettiche dei consiglieri Simoni di Oltre Le Mura e di Moricoli (Sel). Il primo ammette di non essere contrario ma di non capire come la proposta possa trovare concreta attuazione. Stesso discorso, a grandi linee, quello di Moricoli: “Chiedo, gli asili nido, sono femminili o sono per la famiglia? Chiedo di capire meglio perché sennò rischio di astenermi… vorrei capire prima di votare”.

 

Simoni alza il tiro: “Prevedere un 25% del bilancio mi sembra insultante per le donne, cioè dovremmo garantire per ogni decisione il 25%, quando si parla di corsi informatici… ritengo che tutti i sessi abbiano diritto, non mi sembra che garantisca la parità, assolutamente, parlare di 25% così, invece, mi sembra poco, veramente non ho capito il senso…”.

 

Commenti positivi giungono da Daniela Bizzarri (PD), memore dell’esperienza come consigliera di parità in Provincia: “Lo abbiamo anche fatto per tutti i Comuni della Provincia, ma è ovvio che il Comune, ciacun Comune, dovrebbe prendere un provvedimento ad hoc a seconda delle rispettive esigenze di bilancio”. Serra ricorda che proposte del genere erano state già discusse e proposte in passato (da Linda Natalini e dalla stessa Luisa Ciambella). E’ la stessa Frontini, per sgombrare il campo dagli equivoci, ad illustrare meglio il senso della proposta: “Asfaltare le strade, ad esempio, è un intervento paritario, al di là delle statistiche, mentre quello sugli asili nido è del tutto evidente che agevola la cura familiare per i bambini da parte soprattutto delle donne. Sarebbe un intervento diciamo al 70% a favore delle donne (lasciare il bambino se va a lavoro, trovarsi in un luogo pubblico e dover cambiare un pannolino, sono problemi che, non sempre, ma di norma, vanno a riguardare le donne). Questa è la ratio. Si tratta di una linea di indirizzo generale che il Comune potrebbe e dovrebbe adottare”.

 

Al termine della discussione la proposta sul bilancio di genere passa con tre astenuti (Taborri, Treta e Simoni).

   

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