Acquapendente, il museo civico diocesano contribuisce alla divulgazione sulla giornata della memoria

ACQUAPENDENTE (Viterbo) – Il Museo Civico Diocesano di Acquapendente diretto dal Dottor Andrea Alessi contribuisce alla divulgazione sulla giornata della Memoria con una nota informativa dal titolo “San Modesto funge da campo di concentramento (fonte testi da Giorgio Lise – Acquapendente, Storia, arte, figura, tradizioni), Giovanni Riccini e Marcello Rossi “Il campo di concentramento n. 10 di Acquapendente – La loggetta notiziario di Piansano e della Tuscia 2006, fotografia Nazareno Costantini, Memorie storiche di Acquapendente). “La seconda guerra mondiale”, “fece di Acquapendente un centro sanitario con reparti di medicina, chirurgia e odontoiatria, di cui si servirono anche la popolazione ed i prigionieri di guerra soprattutto inglesi, raccolti nel campo di concentramento istituito nei pressi della casa colonica di San Modesto. Il campo era costituito da 18 baracche in legno con fondamenta in muratura, con capacità di 1.100 posti, due fabbricati con 60 posti (probabilmente destinati agli ufficiali), una cucina ed un magazzino. Dopo l’8 Settembre il campo fu abbandonato dalle truppe tedesche ed i prigionieri evasero. A questa data erano presenti 90 prigionieri inglesi e 360 slavi che si dispersero nelle campagne limitrofe e, in molti casi, furono ospitati da contadini  Di giorno restavano rinchiusi nelle grotte e nei boschi per paura dei repubblichini, di notte a volte aiutavano nel lavoro dei campi. Si ricorda la presenza di russi ed inglesi che ricevevano cibi e qualche indumento dai contadini che certo non vivevano nell’abbondanza, testimonianza ancora una volta che le guerre sono dei potenti e non del popolo”.

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