Università Unimarconi

Acquapendente, Pugnaloni: il gruppo Francigena

ACQUAPENDENTE (Viterbo)- Con la presentazione del Francigena si chiude la panoramica di approfondimento sui Gruppi che prenderanno parte alla Festa dei Pugnaloni. Non hanno mai vinto ne sì sono mai piazzati mai alla Festa dei Pugnaloni. Ma l’ultraventennio di relazioni con cui hanno celebrato la Santissima Vergine è stato eccezionale. Ci piace chiudere con loro questa quindici giorni. Sperando di ritrovarci tutti assieme a festeggiare nel 2023. Da una costola del Gruppo Sant’Anna nascono nel 1998 i nero-blu del Blu Cobalto. Nasce l’epopea del Gruppo Via Francigena fatto di giovani con voglia di sperimentare a 360° gradi. Nel 2000 collettivo di gruppo tra bozzettisti e componenti con relazione ad accompagnare il mosaico floreale “Qual più bell’esempio la forza della vita in un albero piegato, piegato da peso di cattivi uomini che ne tormentano le sue radici, assumendo dentro di sé l’aspetto di demoni, coscienti, coscienti che ciò che fanno è sotto gli occhi delle dolci ali di chi rende una unica e assoluta giustizia”. Nel 2001 capogruppo Simone Espositi e bozzettista Roberto Forlini (fotografia) con relazione “…io con la mia mamma, un angelo custode che mi regala tante farfalle, L’angelo è un mio sogno e quando sono solo lo vedo e parlo con lui…ma la mia mamma non lo vede, i grandi non lo vedono, perché gli angeli sono fatti per i bambini, sono la nostra anima, e ci fanno volare lontano come le farfalle…” Nel 2002 è ancora collettivo di Gruppo con la relazione “Salvare i colori della terra. Si coglievano i fiori vicino ai campi di grano dorato per ornare le chiome delle fanciulle e la luce splendeva sulle nostre teste. Adesso biechi personaggi, illuminati da squarci di tenebre si soni impadroniti delle nostre superfici, devastando gli spazi. Non aspettiamo di essere schierati, ma difendiamo i colori della terra”. Il 2003 coincide con l’esordio come bozzettista di Claudio Di Maio (relazione “Il male, che subdolo strisciò sulle terra, distruggerà se stesso col suo stesso male. Cadranno i baluardi di chi vuole annientare la dignità dell’uomo…la lancia, inutile, rimarrà conficcata nella terra, lo scudo raccoglierà i fiori del ciliegio, la forza stessa del desiderio di pace sorgerà dalle rovine e una nuova speranza prenderà via nel rispetto di ognuno”. Alessio Pedetta bozzettista e Luca Lupi capogruppo nel 2004 con la relazione “VITA: in una parola la potenza e il mistero di un dono speciale da spendere bene…fin dall’inizio…lungo le vie tortuose che possano portare lontano o da nessuna parte verso pace e giustizia o dolore e morte liberi di scegliere coscienti di poter sbagliare comunque perseveranti nel proseguire avanti…passo dopo passo…faticosamente cercando un fiore…fino alla meta”. Si ripropone nel 2005 la scelta di collettivo di gruppo con la relazione “Sempre lo stesso sogno. Dietro quella finestra un fiore traboccante di una bellezza primaverile. Ma nel silenzio di quel fiore, ricordi di un amore vissuto. Tanto tempo è oramai trascorso. Solo il mio sogno resta”. 2006 con Lupi nella doppi versione capogruppo-bozzettista con la relazione “Tu e io, tutti noi, vogliamo vivere. Possiamo vivere una sola volta e, giustamente, vogliamo farlo bene. Finchè viviamo tutto il nostro essere brama la gioia e il riso, il sole la felicità. E’ giusto che dobbiamo esserne privati e che dobbiamo per sempre rimanere schiavi di un pugno di uomini che fanno da padroni ? Consideriamo il modo con cui certi praticano la libertà arriveremmo, se li lasciassimo fare, a questo: ciascuno sarebbe schiavo della libertà degli altri”. Nel 2007 prende le redino bozzetto Silvia Bartolomei con la relazione “Chiudo gli occhi e li riapro un istante perfetto nel mio cuore di bimbo tutto il male del mondo è scomparso in un gesto chiudo gli occhi e li riapro nei colori del cuore nei profumi del sole ed un vento leggero mi accompagna a giocare nei giardini che ho perso chiudo gli occhi e li riapro il mio cuore è nel buio e nessuno si specchia nei miei occhi di bimbo come un mago distratto scorderò le parole resterò l’ incantato nel mio sogno perfetto con la piccola mano stringerò la mia gioia come il vento i suoi fiori in un giorno di maggio”. Ancora Lupi nel 2008 con Paolo Palla e la relazione tratta da Ernest Hemnigway “Molte volte hanno questi occhi mirato le mutevoli scene dell’autunno. Abbastanza ho aspettato per vedere il mondo in un granello di sabbia ed il cielo in un fiore di campo…ma è solo davanti a me stesso che ho imparato a vedere al di sopra dei Paesi, delle Montagne, dei Fiumi e delle Vallate, al di sopra delle Foreste, di Prati e degli oceani, oltre il Sole, oltre gli Spazi eterei, al di là dei confini dell’Universo….Solo…davanti a me stesso ho imparato a scrutare la profondità della vita, a rimanere estasiato….solo…davanti all’umanità in cammino ho imparato ha vedere la sofferenza dei poveri, ho sentito lamenti di dolori e sospiri d’Amore. ,,,solo,,,, ma in compagnia dell’uomo ho percepito i sogni e le speranze di un futuro da costruire INSIEME..e saziare la solitudine dell’uomo”. Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi. E’ stato così tante volte…” Nel 2009 Palla e la Bartolomei con le dichiarazioni di Gesù sulla Croce “Cosa siete diventati ? Un popolo pervaso dall’ira governato dall’odio, dalla vendetta, che ha paura del diverso. Un popolo plasmato a immagine e somiglianza del dio denaro ! Cosa siete diventati ? Un popolo che ha dimenticato la pace, che uccide per strada e lascia le proprie vittime a terra nell’omertà. Cosa siete diventati ? Corpi sporchi, corpi senza voce, corpi senza anima, corpi oramai immersi nel peccato che non riescono più a sentire la mia voce. Cosa ne avete fatto del mio sacrificio ? Cosa della libertà che vi ho ho donato ? No, non credo, non voglio credere che siete veramente diventati così, che tutti avete travisato le mie parole. Interrogate le vostre coscienze. In ognuno di voi c’e del buono e questo mi da la forza di restare su questa croce e di sperare nella vostra libertà !” Il 2010 è l’anno del bozzetto di Ivo Mazzuoli con la relazione “E davvero questa l’umanità che Dio vuole ? E’ davvero questa l’umanità che l’uomo vuole ? E’ davvero questa l’umanità del nostro futuro ? No!. Non può essere questa, tutto deve cambiare. Così con mano ferma brucio questo foglio che mi riscalderà e dalla sua fiamma nascerà la speranza per un mondi migliore nell’attesa che l’umanità capisca i suoi errori”. Nel 2001 Di Maio è affiancato come bozzettista da Pietro Pede. Relazione “L’alba sorge sulle rovine del tempio Maya, quel tempio che tanto era stato osservato dalle telecamere: lo avevano rivoltato in ogni anfratto, alla ricerca di una risposta che non avevano trovato. Adesso le troupe televisive se ne erano andate, e la rana osserva in silenzio. Lei, che da girino si era trasformata rappresentava la risposta: il simbolo dell’adattamento dell’acqua alla terra, la metafora per eccellenza del cambiamento. Li osservo impauriti scrutare il cielo in cerca di un segno. Come sono sciocchi gli esseri umani…credono davvero che il mondo stia per finire? Che la natura abbia scelto un giorno qualunque, per spezzare via tutto ciò che ha creato ? Persi nella loro credulità, sono preda di chi specula sulla disperazione. Ma basterebbe loro tendere una mano verso quel futuro che tanto li spaventa, per scorgere la speranza. Quella speranza che spaccando la pietra, sboccia in un fiore, nella sua fragile ma tenera bellezza”. Nel 2012 Di Maio relaziona “Acquapendente, 1166. “E’ finita”pensa il tiranno, “ho perso. Si prende il volto tra le mani, chiudendo gli occhi di fronte ad una realtà che non può tollerare. Il popolo che aveva tentato di schiacciare, asservire al suo sogno di potere, ora lo stà stritolando in una morsa dalla quale non c’è scampo. “Sciocchi”, aveva pensato di quegli ingenui che tentavano una vittoria impossibile, “quali possibilità avete voi di fare scacco matto al re ? E poi l’impossibile era accaduto. Sulla scacchiera del bene e del male l’eterna partita non sembra mai avere fine, ma silenziosa l’avanza di quei semplici pedoni l’aveva colto alla sprovvista. Poi anche l’ultima difesa del sovrano era crollata. “E adesso ?…” Adesso il despota abbassa il capo, vinto, quelle colonne che fino ad un momento prima sostenevano il suo castello adesso gli provocano un senso di soffocamento. Impareremo dalla nostra storia alla luce di una ragione che possa consegnarci un futuro in cui non siamo destinati a ripetere sempre gli stessi sbagli ? Dalle macerie del suo regno crudele, si ergerà il trono della pace ?” Sempre Di Maio nel 2013 “I vecchi, i potenti, i padroni della terra hanno concluso il loro pasto, mangiato a sazietà, quel che rimane sono pochi avanzi e quel che avanza della nostra civiltà oramai è marcito nelle loro mani. Le nostre generazioni nascono così in una realtà fortemente depravata, tutto sembra finito e ai potenti non resta che osservare ci verrà dopo di loro dai resti del proprio banchetto. Ma per quanto tutto ci appaia logoro e consumato sarà sempre nel coraggio e nelle speranze di ciò che è nuovo che troveremo ancora una volta un miracolo, nella forza di cercare ugualmente il proprio domani anche quando l’oggi sembra privo di ogni futuro, una ricerca che all’alba del nuovo giorno non mancherà di portare frutti migliori”. Lo stesso bozzettista nel 2014 trova preziosa collaboratrice Irene Nocenti e la relazione “Cambiamo prospettiva, ed osserviamoci dall’alto: non siamo più singoli, non siamo più soli. Siamo uniti da una fioritura straordinaria, siamo in grado di vedere i colori. E all’improvviso dove sembrava non esserci speranza vediamo nuove possibilità, realtà diverse, vediamo Cambiamento”. Lo stesso binomio si ripropone nel 2015 con la relazione “Un ciliegio inaridito come una vita sotto tirannia. Un domani ciclico, fatto di miseria, privo di speranza, dominato dalla Torre che ci sovrasta. Dov’è che quel ciliegio sterile trova la forza di fiorire ? E’ davvero possibile emergere da una oscurità così impenetrabile ? Avremmo potuto non credere, abbandonarci a tutto ciò. Ma alla luce di tale miracolo il passato si frantuma, la geometria delle catene lascia spazio alla sinuosa natura del cambiamento. Tutto si colora e si trasforma, possiamo muoverci. Abbiamo liberato il futuro 1 “ Nel 2016 in cui esordisce come capogruppo Mariano Capra, lo stesso bozzettista relazione che “Cos’è oggi questo miracolo che gli aquesiani hanno tanto a cuore ? E quello stesso entusiasmo che cresce in loro fino a germogliare in una festa di cui sono sangue e membra, linfa e corpo. Uno spirito palpabile a cui danno forma come colori su una tela e che traccia una relazione tra uomo e natura. E’ così che figura e paesaggio scorrono e si sovrappongono fino a intrecciarsi e tessere i nostri Pugnaloni”. Affiancato dalla qualificatissima collaboratrice Florinda Zanetti, lo stesso bozzettista nel 2017 relaziona come “Nel grande mosaico delle cose non figuriamo mai in un ruolo unico, la salvezza è nello nostre mani, eppure dobbiamo guadagnare correndo metro dopo metro sulle rovine di ciò che per i primi abbiamo distrutto. Siamo in gara contro il tempo per sottrarre ancora un’altra vittima. Alle notizie del giorno dopo, ma solo perché altri hanno scommesso per i propri interessi contro quelle stesse vite, come se non fossero essenziali, centrali, uniche. Il mondo si rinnova ogni giorno nelle vite di ciascuno, ognuna di esse è a sua volta un mondo intero, con dipendenze e debolezze reciproche e preziose di cui ci ricordiamo meglio quando vengono a mancare. Ogni tragedia ci costringe ad essere forti, ma allo stesso modo siamo pronti a scordarcene fino a che la prossima negligenza esigerà il suo prezzo. E fino a quando investiremo per il profitto di pochi, prima ancora che per quello di tutti, non coglieremo mai il valore di alcuna vita che non sia la nostra. Ma se cercate speranza, ricordate che è solo a partire dal soccorso prestato a ciascuno di quei perfetti sconosciuti che ha senso cercare salvezza per tutti”. Il 2018 è l’anno come bozzettista di Tiziana Lombardelli con la relazione “Tu arrivi tra noi figlio come regalo di mano divina. Per te noi saremo giaciglio, il vento fresco di ogni mattina. Amore, meraviglia, stupore infinito, protetti dagli angeli e dal cielo fiorito. Piume sospinte da colei che col cuore accompagna l’abbraccio in un vortice d’amore. E’ la famiglia il fulcro di ogni pensiero per un giardino miracoloso…davvero….davvero…davvero” . Arriva infine l’anno prepandemico. E la stessa bozzettista ci fornisce una giovanile e stupenda immagine della Santissima Vergine. Che sia segno beneaugurale per il futuro”. Lo scorso anno Lorenzo Sironi cita Papa Giovanni Paolo II “Vorrei tornare a giocare e a correre libero e leggero come un palloncino che si porta via tutto il male che ho visto e vissuto. La pace richiede quattro condizioni: verità, giustizia, amore e libertà”.

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