Acquapendente, Pugnaloni: il gruppo Sant’Anna

ACQUAPENDENTE (Viterbo)- Nel caleidoscopio dell’aggregazionismo giovanile aquesiano il 1980 coincide con lo scioglimento degli Yuppies. I reduci nostalgici non si arrendono e quattordici anni dopo, scegliendo i colori bianconeri, fondano il Gruppo Sant’Anna anche grazie all’apporto dicoloro che non si riconoscono più in quello Acquaviva. Grazie al genio interpretativo dei fratelli bozzettisti Roberto e Riccardo Pulvano trionfano nel 2017 alla Festa dei Pugnaloni (fotografia e relazione “Il muro: separazione di un mio da un tuo; di me, da te: di noi da voi…Essere capaci di costruire un mondo senza fili spinati, che feriscono il desiderio dell’incontro, sembra essere solo i segno di una bambina, che ha la voglia di giocare fra fame e guerra, nel buio della morte, dove le uniche luci sono i lampi della violenza e dell’odio. Eppure “se non diventerete come bambini…” sì è l’invito, provocazione, di quel Figlio della Madonna del Fiore che ogni anno fa sboccare la speranza…Una speranza che ha i colori della vita, che ha forza della fede”. I fratelli insistono e far bene trascinando il team a piazzamenti d’onore. Ben tre secondi posti: 2007 (relazione “Hanno l’età in cui i bambini occidentali abbandonano i cartoni animati per passare ai videogiochi delle guerre stellari. L’infanzia invece viene rubata ogni giorno ai bambini asiatici, africani, latinoamericani. A sette, dieci, dodici anni la loro guerra non è un gioco, non è virtuale, ma è quella vera, terribile, lastricata di odio, morte, sangue, atrocità: questa è la loro vita. Bambini senza ricordi, con gli sguardi vuoti o allucinati dalle droghe. Bambini che sognano la libertà, con la speranza di averla almeno per un giorno come una delle tante farfalle che volano intono a noi. E’ questo il mondo che vogliamo prospettare ? “L’anno dopo il bis (relazione “Piantato in una terra arida, consapevole di essere dimenticato con non altro che la speranza dell’aiuto di Dio…Basterebbe capire !!! Capire perché ancora oggi ci sono milioni di famiglie e bambini invisibili, dimenticati dal tempo, genitori che sognano di vivere e crescere i propri figli con dignità, anche se la realtà gli impone una sola regola: lottare per sopravvivere…. Beh ! Senza filmare sempre immagini di crudeltà, di disagio o piene di dolore, proviamo a leggere i loro sogni, proviamo a capire i loro pensieri e sicuramente ci renderemo conto che è l’ora di consegnare a tutte queste famiglie la loro libertà, i loro diritti, la possibilità di poter creare un futuro ai propri figli, un futuro, quello di tutti, perché è all’interno di ogni singola famiglia che si costituisce IL FUTURO DEL MONDO….!”, 2016 (relazione “Racconta coi suoi tocchi il passato di questa città la grande Torre del Barbarossa, quasi a ricordare ogni giorno quel lontano quindici maggio. Fiorisce l’arido ciliegio, appare il volto della Madre all’incredula folla, accorsa a vedere il divino prodigio. E’ il volto di Lei, che fin da bambini con le parole dell’angelo abbiamo imparato a salutare: “Ave Maria piena di Grazia….” La spada brandita a sedare l’anelito di libertà è vinta da pungoli “riponi nel fodero l’arma, soldato, non spargere il sangue di tuo fratello, non opprimere più, o figlio, questo popolo che come te mi riconosce Madre. Già vola una bianca colomba su questo cielo, petali profumati colorano i campi, un’ora nuova segna l’inizio di un nuovo cammino. Bambino che siedi ad accendere la tua candelina, non piangere l’incapacità dell’adulto a riconoscersi figlio di una stessa Madre, figlio di quell’umanità che ci rende fratelli; un giorno, come allora, quelle candele non saranno più nomi caduti, ma nella libertà di chiamare Dio col nome imparato diventeremo noi piccole luci di speranza”. Due i terzi posti: nel 2018 (relazione “Sullo sfondo, una croce sale lenta il calvario della vita: Via Crucis che tante donne, con indicibile dolore, percorrono fino al Golgota dell’egoismo di uomini che chiamano amore l’idolatria di un IO rimasto bambino, cui sacrificano innocenti madri, spose, giovani ragazze. Una nonna stringe forte la sua nipotina, mentre guarda sgomenta questo mondo che non riconosce come il suo: il mondo dell’indifferenza al reale: una umanità impiegata su un virtuale dove ancora una volta quell’IO rimasto bambino si nutre con un insaziabile fame del dramma e delle sofferenze del mondo, con morbosa curiosità e disumano distacco. O Donna, modello di tutte le donne: Madre modello di ogni madre; Sposa esempio di ogni sposa, aiutaci Tu a non essere distratti, come non lo furono gli aquesiani del 15 maggio 1166, nel cogliere i segni di una nuova primavera che Dio ancora manda a questa umanità indifferente. Timeo Dominum transeuntem et non redeuntem – S.Agostino”.e lo scorso con anno con messaggio giuria “Effetto optical interessante, manifesto d’avanguardia che getta l’occhio al futuro. Abbondanti essenze, tecnica esecutiva elaborata nelle trame. “Due i quinti posti: 1995 (bozzettista Luca Lombardelli) e 2004 (binomio bozzettista tedesco-giapponese Thomas Lange-Mutsuo Hirano con relazione “Messo a testa in giù mi immagino che l’orizzonte sia capovolto, il mare diventi cielo e le nuvole diventino mare. Ho la sensazione che il mondo nona sia quello che sembri, ma pulluli di misteri. Questi misteri si nascondono nell’immagine della Madonna del Fiore”. Due i sesti posti con i soliti fratelli: 2010 (relazione “E’ triste scriverlo, ma purtroppo c’è. Esiste dalla comparsa dell’uomo sul pianeta e la storia ce lo insegna… Noi partecipi costruttori non siamo capaci di vederlo: è il muro maledetto più grande del mondo. Il muro dell’indifferenza, il muro della non accoglienza, il muro del razzismo….il muro….che c’è dentro di noi. Abbandonando i valori umani e percorrendo strade più veloci dove il consumismo, l’odio, l’indifferenza e l’egoismo fanno da padrone è più facile chiudere una mano piuttosto che porgerla per aiutare il prossimo…è più semplice, è più conveniente. Invece no…il futuro del mondo ha bisogno di oltrepassare questo muro una volta per tutti. Così un giorno i nostri figli o magari i nostri nipoti potranno andare insieme verro una Terra senza odio, senza guerre e senza diversità, ma fatta di amore, rispetto, accoglienza del prossimo e delle origini di ogni popolo…QUESTO SAREBBE IL MIRACOLO PIU’ GRANDE DEL MONDO” E sei anno nell’anno pre-pandemia (relazione “…e’ da questo vetro che vedo le ombre della mia vita, mentre il tempo scorre inesorabile…Vedo le ombre, ma non mi faccio assorbire da esse. Alzo lo sguardo e mi lascio avvolgere solo da fiori. C’è ancora tempo per risollevarmi, c’è ancora tempo per cambiare, c’è ancora tempo per credere i un miracolo, c’è sempre tempo per raggiungere la LIBERTA”. Hanno fatto la storia del Gruppo Daniele Antonaroli (capogruppo), Alessandra Paggetti (bozzettista), Mariano Delli Campi (capogruppo), Ahmed Msehli (capogruppo).

 

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