ACQUAPENDENTE (Viterbo)- Il Signore 2026 Claudio Pasquini, il Comune di Acquapendente, la Pro Loco e la Parrocchia del Santo Sepolcro hanno presentato ufficialmente i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate in programma Venerdì 16 e Sabato 17 Gennaio. Vernissage primo giorno alle ore 12.00 con la tradizionale distribuzione della minestra di fave. Alle ore 18.00 Santa Messa Vespertina nella Chiesa di S. Agostino a cui seguirà il trasporto in processione della statua dalla Chiesa di Santa Caterina al Duomo con accensione del tradizionale fuoco. Sabato 17 alle ore 09.00 rinfresco gratuito presso la Sala Bigerna in Via Marconi. Alle ore 09.30 uscita della banda musicale. Alle ore 10.00 sfilata per le vie cittadine di carrozze e cavalli con visita del Signore
alla Casa di Riposo San Giuseppe. Alle ore 11.00 in Duomo Santa Messa Solenne e benedizione degli animali a cui seguirà il rientro della statua del Santo in Santa Caterina. A partire dalle ore 16.30 rinfresco gratuito in Via Marconi – Sala Bigerna. Le origini della Festa aquesiana si perdono nella notte dei tempi. Grazie alle ricerche effettuate da Gabriella Barboni su indirizzo del compianto ex Signore Luigino Chiodo nel 1987 all’interno di un accuratissimo volume contenente una stupenda prefazione dell’allora Vescovo Luigi Bocadoro, si parla della presenza di registri della Confraternita custoditi nella Curia Vescovile. Si tratta di tre volumi manoscritti su cartapecora di cui uno pertinente l’amministrazione della stessa Confraternita dal 1534 al 1542, il secondo insieme di verbali, adunanze, inventari e memorie con data 1582 al 1694. Il terzo in lingua latina riguarda la Delibera di Roma per l’aggregazione della stessa a quella di San Rocco datato 1625. A dare qualità restyling alla statua oggetto venerazione la famiglia di restauratori padre Roberto figlia Roberta Sugaroni che hanno ricostruito con un apposito studio la storia dell’effige. La scultura è collocabile nell’area geografica che abbraccia il territorio tosco-umbro-laziale e databile entro l’ultimo quarto del secolo XV. Si tratta di una statua lignea policroma che lo raffigura benedicente. Di impianto piuttosto arcaico ma di interessante fattura, riporta i tratti tipici del Santo pur non presentandone tutti gli attributi iconografici. L’antica fattura, testimoniata già dalla posa, si ispira alla tradizione senese del XV secolo, traducendo in una semplificata realizzazione di ambito locale i rimandi stilistici. Di questa statua (che era in una delle nicchie dell’abside sulla vecchia Chiesa) si parla al foglio 145 delle visite pastorali di Mons. P. Mignucci, in data 2 Settembre 1652, come riportato da Don Antonio Agostini nel suo libro “Le Chiese di Acquapendente”. Il restauro ha riportato alla luce cromie originali degli incarnati, sia sul volto che sulle mani, quelle dei capelli e della lunga barba, ritrovate sotto 4 strati di ridipunture successive. Lo stato di conservazione di queste ultime, ad eccezione della mano sinistra dove sono presenti interventi ricostruttivi non del tutto adeguati, può dirsi senz’altro buono. Il manto e le vesti nascondono le cromie improponibile l’ipotesi di una rimozione completa”.

Ad Acquapendente i festeggiamenti per Sant’Antonio Abate

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