di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo) – Ieri, 2 agosto, nel cortile dello storico Palazzo Doria Pamphilj è andato in scena, nell’ambito della manifestazione “Notti di mezza estate”, l’evento promosso e organizzato da ‘Acrobazie Letterarie’ (8 luglio-10 agosto 2025) che ha proposto, in una serata piena di risate, allegria e applausi, il Super Quiz Show di Massimo Roscia dal titolo:“Boomerario. Il palio delle parole”, eccellente monologo teatrale con il quale lo scrittore ha coinvolto il numeroso pubblico presente con un divertissement ispirato al suo ultimo libro “Boomerario. Manuale semiserio di sopravvivenza linguistica” (Rai Libri 2025).
Con l’introduzione dell’eccelso scrittore, reporter di viaggio e critico enogastronomico, nonché docente di comunicazione, editing e marketing territoriale, attore, conduttore, autore di romanzi, saggi, guide e sceneggiature, la direttrice artistica e ideatrice di ‘Acrobazie Letterarie’ Giulia Marchetti ha dato il via al Super Quiz Show, dividendo il pubblico in quattro gruppi (A-B-C-D) e affidando ad ognuno un simbolo di riconoscimento utile per la risposta al quiz (campanelli, fischietti e manine rumorose). Risposte che dovranno essere convalidate o meno da due “notai”.
Il deejay di ‘Reazione Sonora’ accende la musica che dà il via al gioco. Sul video scorrono le prime astruse parole, neologismi, abbreviazioni, acronimi, locuzioni e modi di dire che caratterizzano il lessico dei giovani di oggi. Un esempio? Apayaye, flexare, fuffaguru, crush, cringe, chill,castare, bingiare. C’è chi farfuglia, chi si butta ad indovinare ma anche chi risponde in modo esatto, come l’assessore alla Capitale Europea della Cultura di Viterbo, Alfonso Antoniozzi, seduto in prima fila, che si presta al divertente gioco come capogruppo e che tutto indovina e porta la squadra a vincere.
La serata al gioco interattivo termina con gli applausi a tutti i volenterosi partecipanti impegnati a capire e memorizzare il nuovo linguaggio dei giovani di oggi che, tra commenti e precisazioni, si ritrovano in fila per il consueto “firma copie”.














