Ad Antonella Litta “eccellente donna medico” di Nepi il premio Trotula

Riceviamo dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo e pubblichiamo.

 

Il 25 novembre la dottoressa Antonella Litta ricevera’ a Salerno il Premio Trotula che ogni anno viene attribuito a donne mediche “che si sono particolarmente distinte nel campo della ricerca scientifica”. hypatiaE’ il terzo prestigioso riconoscimento che la dottoressa Litta riceve quest’anno. In marzo a Roma ha ricevuto il Premio Donne, Pace e

Ambiente Wangari Maathai “per l’impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita’ del territorio”. In ottobre ad Arezzo ha ricevuto il riconoscimento della International Society of Doctors for the Environment con la motivazione “per la convinta testimonianza, il costante impegno, l’attenzione alla formazione e all’informazione sulle principali problematiche nell’ambito dell’ambiente e della salute”.

 Riceve ora questo premio intitolato a Trotula de Ruggiero, medica, docente e trattatista dell’XI secolo che appartenne alla celebre Scuola medica salernitana; premio che viene consegnata nel giorno in cui si fa memoria di S. Caterina d’Alessandria, della Scuola medica salernitana patrona.

 

 

Colpisce la coincidenza temporale con la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” indetta dall’Onu appunto per il 25 novembre, coincidenza che evidenzia il nesso che gia’ piu’ volte rilevammo tra impegno per la salute, impegno per l’ambiente ed impegno per i diritti umani: tre ambiti in cui l’operato di Antonella Litta e’ semplicemente esemplare. E scrivevamo in occasione di un altro riconoscimento alla dottoressa Litta: “e’ opportuno sottolineare ancora una volta come la riflessione e l’impegno delle donne costituisca la corrente calda della nonviolenza in cammino, ovvero come dalla lotta delle donne scaturiscano valori, condotte e percorsi fondamentali per affermare ed inverare la dignita’ e i diritti di tutte e tutti; la solidarieta’ che riconosce, rispetta e libera; la comune responsabilita’ per la biosfera. Ed e’ altresi’ opportuno sottolineare ancora una volta anche come la lotta contro il femminicidio e la violenza sessuale, la lotta contro il maschilismo e il patriarcato, costituiscano impegni fondamentali ed ineludibili per tutte le persone e le esperienze impegnate per la pace, l’ambiente, la giustizia sociale, la solidarieta’, i diritti umani di tutti gli esseri umani, la liberazione dell’umanita’ da ogni oppressione e violenza”.

Ed e’ assai significativa anche l’evocazione in questa circostanza della figura di Caterina d’Alessandria, sulla quale dalle vaghe notizie del martirologio il nostro amico Benito D’Ippolito ebbe a dedurre il testo che di seguito trascriviamo.

Alla dottoressa Litta, che da anni apprezziamo per il suo impegno nonviolento per la pace, i diritti umani di tutti gli esseri umani, la legalita’ che salva le vite, la difesa della biosfera, va anche il nostro sentito ringraziamento; e per il prestigioso riconoscimento che ricevera’ il 25 novembre a Salerno ci e’ grato porgerle le nostre sincere congratulazioni.

 

Litta Antonella Litta svolge l’attivita’ di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E’ specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita’ di ricerca scientifica presso l’Universita’ di Roma “la Sapienza” e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu’ importanti studi scientifici italiani sull’interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Clinical and Esperimental Rheumatology”, n. 11, pp. 41-47, 1993. E’ referente locale dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (International Society of Doctors for the Environment – Italia) e per questa associazione e’ responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su “Trasporto aereo come fattore d’inquinamento ambientale e danno alla salute”. E’ referente per l’Ordine dei medici di Viterbo per l’iniziativa congiunta Fnomceo-Isde “Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre”. Gia’ responsabile dell’associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e’ stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita’ di medico volontario nei paesi africani. E’ stata consigliera comunale. E’ partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta’ locali ed internazionali. E’ impegnata nell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio con iniziative di solidarieta’ concreta. Presidente del Comitato “Nepi per la pace”, e’ impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita’, alla nonviolenza e al rispetto dell’ambiente. E’ la portavoce del Comitato che si e’ opposto vittoriosamente all’insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s’impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell’ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E’ oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell’arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e’ stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso “Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai”. Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime “Giornate italiane mediche per l’ambiente” le e’ stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della “International Society of Doctors for the Environment” con la motivazione “per la convinta testimonianza, il costante impegno, l’attenzione alla formazione e all’informazione sulle principali problematiche nell’ambito dell’ambiente e della salute”. Il 25 novembre 2013 a Salerno le verra’ consegnato il prestigioso Premio “Trotula de Ruggiero”.

 

Di seguito il componimento di  Benito D’Ippolito: Caterina, o della resistenza necessaria che il Centro di ricerca per la pace di Viterbo dedica all’eccellente donna medico.

  I. Alessandria e’ antica citta’, biblioteca del mondo. L’Egitto e’ paese di antica sapienza. L’impero romano lo sa. Giunge da Roma il nuovo governatore pretende l’ossequio, onori e sacrifici, l’adorazione del potere e dell’ideologia imperiale. Si genuflettono i pavidi, si genuflettono gli indifferenti sgozzano le povere bestie agli altari. Caterina no.

II. L’impero e’ potente: il suo cinema, i suoi droni, la musica pop, i social network, non puo’ tollerare che una donna dica di no. Una donna di buona famiglia, una donna sapiente, una donna di si’ luminosa bellezza che Raffaello dipingera’. Convincerla occorre a piegarsi a rendere omaggio al potere al potere imperialista, al potere maschilista e patriarcale, al potere consumista e postmoderno, liquido, militarista, mafioso, totalitario. Le inviano i migliori agenti, i migliori produttori, i migliori specialisti della comunicazione di Hollywood e di Wall Street per convertirla. Invece lei converte loro. Li converte all’eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani, li converte al rispetto per la vita, la dignita’, i diritti di tutte e tutti, del mondo vivente. L’imperatore non puo’ tollerarlo: tutti li condanna a morte, tutti a Guantanamo, nella Kolyma, a Bhopal vengono ghigliottinati.

III. Resta la donna. Per essa non basta la sedia che frigge, la camera a gas, l’iniezione letale. Prima la si vuol fare schiava di un uomo: essa rifiuta. Allora la tortura: la ruota dentata. Si rompe la ruota. Infine: la decapitazione. Bisogna impedire – dice il dittatore – a questo cervello di pensare ancora. Cosi’ ne spezzano in due il corpo non l’anima, che integra resta.

IV. Cosi’ questa storia finisce, cosi’ ricomincia. Cosi’ Caterina fini’, cosi’ rinasce e resta nostra compagna di lotte contro il potere imperiale che uccide contro l’ideologia della violenza contro ogni oppressione ancora e sempre negando il consenso alla menzogna e al male, ad ogni potere assassino. Figura dell’internazionale futura umanita’, della nonviolenza in cammino voce e volto. Sorella della Rosa bianca. Sorella della Rosa rossa. Sorella d’Ipazia.  

   

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