di WANDA CHERUBINI-
VITERBO- Nella chiesa del Sacro Cuore del Pilastro, gremita di familiari, colleghi e cittadini, Viterbo ha dato l’ultimo saluto a Giuseppe Rescifina, storico giornalista scomparso ieri, 26 dicembre. Una cerimonia intensa, segnata dalle parole di don Flavio Valeri, che lo ha ricordato come “un uomo di cultura, amato e rispettato da tutti”, capace di unire rigore professionale, sensibilità e profonda umanità.
Per decenni Rescifina è stato una delle voci più autorevoli del giornalismo viterbese, raccontando con precisione l’evoluzione della provincia e dedicando gran parte della sua attività alla promozione culturale. Attivo nell’associazione “Giuseppe Baretti” e presidente del premio letterario “Città di Viterbo”, ha sempre creduto che l’informazione dovesse favorire la crescita civile della comunità. Grande studioso di Dante Alighieri, amava condividere i versi della Divina Commedia, spesso recitati al termine della Messa del sabato sera presso la chiesa del Pilastro.
Durante il rito funebre, don Flavio ha ricordato la loro amicizia, nata quando Pippo si trasferì al Pilastro e volle incontrarlo immediatamente. Una fede profonda, talvolta interrogata, accompagnava la sua presenza assidua in parrocchia insieme alla moglie.
La cerimonia è stata arricchita anche dalla musica. Raffaella al violino e Daniela Sabatini all’organo hanno eseguito alcuni brani particolarmente legati alla sensibilità e alla storia personale di Rescifina: Bist du bei mir di Johann Sebastian Bach, l’Ave Maria di Gounod — scelta per omaggiare la sua forte devozione mariana — il brano Anime composto dalla stessa Sabatini, e infine, come tributo alla Sicilia natale di Pippo, l’Ave Maria dalla Cavalleria rusticana di Mascagni.
Sabatini ha ricordato anche la loro lunga collaborazione in conferenze-concerto dedicate a Dante e alla Divina Commedia, realizzate al Teatro Murialdo e nella stessa chiesa del Sacro Cuore, dove aveva eseguito sue composizioni e la Passione secondo Matteo di Bach. Un’amicizia profonda li legava, e tra i progetti non realizzati figurava anche un recital di musica e poesia previsto a Ferento. L’artista ha annunciato che dedicherà a Giuseppe una nuova composizione e future iniziative musicali in sua memoria.
Toccanti le parole dell’associazione Archeotuscia, che ha ricordato “Pippo” come una figura unica, innamorata della Tuscia e capace di valorizzarla con una competenza rara.
Il momento più emozionante è stato l’intervento del figlio Giancarlo, che ha invitato tutti a onorare il padre attraverso un gesto semplice ma profondamente coerente con la sua vita: leggere di più. “Più libri, più opere. Facciamolo per lui, perché è ciò che avrebbe voluto”, ha detto con commozione.
A livello personale, porto con me un ricordo particolarmente affettuoso di Pippo. È accanto a lui che ho mosso i miei primi passi nel mondo del giornalismo: la sua guida discreta, il suo amore per la cultura e il suo esempio di professionalità hanno segnato profondamente il mio percorso. Oggi gli sono più grata che mai. Le nostre strade si sono poi divise, ma ho ritrovato Pippo all’interno dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) di Viterbo, di cui sono presidente e dove Pippo è stato per molti anni socio.
Nel silenzio raccolto della chiesa, tra dolore e gratitudine, Viterbo ha salutato non soltanto un giornalista, ma un uomo che ha lasciato un’impronta autentica nella storia della città e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.
Foto e video di Mariella Zadro















