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Protezione Civile

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ADHD e disregolazione emotiva, a Viterbo il confronto tra famiglie, esperti e istituzioni

VITERBO – Comprendere prima di giudicare. Ascoltare prima di etichettare. È questo il messaggio che ha accompagnato l’incontro “Quando le emozioni esplodono”, dedicato alla disregolazione emotiva nei bambini e negli adolescenti con ADHD, che si è svolto nei giorni scorsi presso la Sala del Cunicchio della Camera di Commercio di Viterbo.
Un appuntamento che ha visto riuniti professionisti, associazioni, famiglie e rappresentanti delle istituzioni, accomunati dalla volontà di accendere i riflettori su una realtà che coinvolge ogni giorno migliaia di persone e che richiede sempre più consapevolezza, formazione e collaborazione.
A guidare la riflessione è stata la dottoressa Elisabetta Pizzi, che ha approfondito gli aspetti legati alla gestione delle emozioni nei bambini e negli adolescenti con ADHD, offrendo spunti di comprensione e strumenti utili a genitori ed educatori.
Presente anche ADHD Lazio, rappresentata da Paola Fidenzi, che da oltre dieci anni opera sul territorio regionale per sostenere le famiglie e diffondere una corretta conoscenza della neurodiversità. Un impegno costante che nel tempo ha contribuito a creare occasioni di confronto, informazione e supporto concreto per genitori e operatori.
L’iniziativa ha visto la partecipazione del Consigliere Regionale Daniele Sabatini e dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Viterbo Rosanna Giliberto, la cui presenza ha rappresentato un importante segnale di attenzione verso le esigenze delle famiglie e il tema della salute mentale in età evolutiva.
Tra gli interventi anche quello di Sara Ronconi, Segretario Regionale Lazio del S.I.A.M.O. Esercito, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che possono incontrare le famiglie del personale militare quando devono affrontare percorsi educativi e sanitari complessi. Una realtà spesso poco raccontata, ma che coinvolge numerosi nuclei familiari chiamati a conciliare esigenze di servizio, trasferimenti e continui cambiamenti di contesto con il bisogno di garantire stabilità e continuità ai propri figli.
L’evento ha messo in evidenza un concetto semplice ma fondamentale: nessuna famiglia dovrebbe affrontare da sola il percorso legato all’ADHD.
La costruzione di una rete fatta di competenze, ascolto e collaborazione rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per favorire il benessere dei bambini e degli adolescenti.
In una società che parla sempre più spesso di inclusione, incontri come questo dimostrano che il cambiamento passa dalla conoscenza. Perché dietro ogni diagnosi non ci sono soltanto difficoltà da gestire, ma persone da comprendere, talenti da valorizzare e famiglie da sostenere.