di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo) – “La Conservazione del patrimonio culturale e le comunità – L’abitare ed il benessere psico-sociale diffuso” è il convegno di Italia Nostra Viterbo che si svolge oggi, 13 giugno, al Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino, ed è organizzato da Italia Nostra sezione di Viterbo, in collaborazione con Italian Human Connections APS e Natura Comunità, con la partecipazione della Sapienza Università di Roma, Società Geografica Italiana, l’Acli Provinciali di Viterbeo APS e Federalberghi Viterbo.
Il Convegno, in continuità con le due edizioni svolte svolte a Calascio (AQ) negli annni precedenti, vuole analizzare la connessione esistente tra le Comunità dei piccoli paesi e i Beni Culturali. Anticipando i lavori del Convegno “Città Ideali” che si svolge il 14 e il 15 giugno presso la Biblioteca cistercense di San Martino al Cimino, si interroga sulle variabili che facilitano il raggiungimento del benessere psico-sociale delle comunità.
I lavori sono stati introdotti dalla professoressa Krizia Ciangola che ha spiegato a larghe linee come è nata l’iniziativa di quest’anno. Ringrazia per la presenza la sindaca di Viterbo Chiara Frontini e la funzionaria della Soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, Paola Piermattei. Ringrazia anche per il messaggio del prof Fiorenzo Laghi, Sapienza Università di Roma. “Il motivo di questo incontro è raccontare le iniziative che a livello nazionale vengono portate avanti sul tema dei piccoli paesi, ma anche darci modo, a dar modo ad altri soggetti con cui siamo in stretta connessione e con cui realizziamo delle iniziative, di raccontare a loro volta quello che svolgono sui loro territori. La scelta non è ovviamente casuale- precisa – perchè Italia Nostra da decenni si occupa della conservazione dei paesi con la tutela e la valorizzazione dei centri storici dei borghi, e nello specifico, negli ultimi anni abbiamo avviato una serie di iniziative di interlocuzione di ricerca con soggetti, sia a livello nazionale che tramite le sezioni locali di Italia Nostra che sono circa 200 in tutta Italia. Quindi questo ci è sembrato un dato interessante da raccontare e il convegno va proprio ad approfondire questo tema nello specifico”.
Interviene per i saluti il presidente di Italia Nostra Viterbo, Marco Conti che augura a tutti un benvenuto nel borgo di San Martino, che qualcuno chiama Principato. Applausi.
Interviene per i saluti l’architetto Adriano Paolella di Natura e Comunità (che è una biblioteca) e pone subito sul piatto una riflessione: “Come si abita bene? Come si sta bene dentro una città, un paese? Quali sono le caratteristiche dei luoghi che ci fanno stare bene? Star bene non vuol dire avere una casa, condizione di base, ma non l’unica. Abitare è più complesso che essere residenti in luogo, perchè la residenza è composta da relazioni sociali, di verde, di silenzio, di paesaggio, di qualità della vita. Quando c’è stata una nuova attenzione sui borghi e piccoli paesi, una delle motivazioni è il fatto che in questi piccoli paesi si poteva vivere in modo differente da una grande metropoli. Che cosa sta succedendo invece? Stiamo applicando lo stesso modello economico che ha inguaiato le nostre città. Non è cambiato niente. Hanno aperto negozi, ristoranti, bed&breakfast, ma gli abitanti sono sempre gli stessi. Se questi luoghi hanno degli attrattori e riescono a mettere in moto un turismo di qualunque forma, attorno a questo turismo si agganciano delle speculazioni imprenditoriali, sempre a norma di legge. Vengono degli imprenditori e avviano attività. Non c’è coordinamento tra le parti, la comunità non si è rinsaldata intorno a queste mura (esempio comune di Galascio, ndr). Altro elemento pesante è l’aumento del prezzo degli immobili che è esattamente contrario al modello in cui si vorrebbe abitare. Le persone, una volta, andavano in questi posti perchè le case costavano poco. Dove c’è il turismo c’è lo sfruttamento, aumentano anche i prezzi della vita, la comunità è esclusa. Il modello che applichiamo è sbagliato e che ci fa vivere male nella città. La città è fatta male perchè è fatta dagli imprenditori, i palazzinari”.
Prende la parola Giulia Marchetti, presidente di Italian Human Connections, che ringrazia di essere stata coinvolta in questa iniziativa che ha aperto un connubio con Italia Nostra e precisa di essere stata colpita dalle parole dell’architetto Adriano Paolella, perchè la cultura è la cura a questo male, alla priovra della speculazione del turismo, che non può essere di massa. Deve essere una massa di turismo, che è molto diverso. Portare le persone sul territorio che è una “massa”, significa portare le persone su un territorio che ha tanto da offrire. San Martino è Viterbo, è la Tuscia è l’Alto Lazio, è Lazio e infine è l’Italia. Quando si parla di massa di turismo è questo che dobbiamo specificare, non l’overturismo. I luoghi sono delle comunità. Ripensare gli spazi urbani. Vedere la cultura come elemento di collante. E invita tutti i presenti a partecipare al convegno “Città Ideali” in programma domani, sabato 14giugno, con grandi relatori; e infine sottolinea che le connessioni umane che nascono dalla cultura, dai rapporti, dalle relazioni, proiettano a una Rete, una Rete di comuni, che è la rete delle Città Ideali.
E’ la volta della sindaca di Viterbo Chiara Frontini che porta i saluti della città e si congratula con gli organizzatori del convegno che porta a ragionare insieme di come i borghi, le aree interne, gli spazi di comunità, possono essere un elemento fondativo della rinascita, della ripartenza e del rilsncio degli spazi urbani. E ricorda: “Ci apprestiamo con questo appuntameto ad avviare diverse giornate di riflessione, come il convegno “Città Ideali” di domani e domenica. Da lunedì invece inizia un’altra settimana che punta l’attenzione sul senso di comunità, della riappropriazione dello spazio urbano dove si riflette la bellezza del patrimonio costruito. Viterbo sarà al centro di un evento internazionale sull’Urbanistica con oltre 70 relatori provenienti da vari paesi del mondo”.
I saluti istituzionali giungono anche da Paola Piermattei della Soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale: “I borghi – precisa – sono aggregatori di beni culturali ma al tempo stesso c’è un altro livello che riguarda la struttura urbana dei borghi che è anch’essa soggetta a tutela come le vie, le piazze che fanno parte della struttura dei centri strorici. Questi due livelli che appiaiono separati alla prima lettura, hanno un dialogo tra di loro e questo porta dei benefici e si riverbera in maniera proficua anche a livello di comunità, di percezione e utilizzo dello spazio dalla comunità residente”.
Elena Bocci, legge un messaggio del prof. Fiorenzo Laghi (Sapienza Università di Roma), assente per motivi di lavoro.
Il primo intervento della mattina è dell’architetto Giovanna Mencarelli di Italia Nostra Viterbo che ha portato in visione preziosi volumi con documenti su San Martino al Cimino a firma degli architetti Enzo Bentivoglio e Simonetta Valtieri e antiche foto in bianco e nero, proiettate sullo schermo.
Il convegno riprende con gli interventi di illustri relatori prima della pausa pranzo, per poi continuare nel pomeriggio con un laboratorio e un tavolo di lavoro a cui partecipano, su base volontaria, cittadini, visitatori e studenti, sino alla chiusura dei lavori.













