Al Centro commerciale Tuscia conclusa una tre giorni di scacchi

VITERBO- Si è conclusa lo scorso fine settimana al centro commerciale Tuscia una tre giorni di scacchi che ha visto riunirsi e competere giocatori esperti, appassionati del gioco e semplici curiosi. Sono state allestite diverse scacchiere per il gioco libero all’ingresso del centro commerciale messe a disposizione dal circolo Bobby Fischer e dalla Scuola Scacchistica Viterbese. La manifestazione poi è stata onorata dalla presenza del forte Maestro Internazionale serbo e amico Gojko Laketic, molto noto nell’ambiente sia come giocatore che come didatta, che il sabato si è esibito in una simultanea su più scacchiere (per chi fosse completamente digiuno di scacchi, una simultanea consiste nel giocare da parte di un singolo giocatore contro più avversari contemporaneamente su più scacchiere). L’evento conclusivo di questa iniziativa è stato il torneo a cadenza rapida della domenica che ha visto imporsi la giovane promessa Alexandro Beliman. Cogliamo l’occasione in questa sede anche per rinnovare la nostra gratitudine al Maestro Gojko che ,nonostante i suoi numerosi impegni, non ha esitato a raggiungerci dando lustro a questa iniziativa.
Di seguito illustreremo una partita estratta dalla simultanea giocata il sabato tra il nostro Moreno Giorni, uno dei più forti giocatori attivi del panorama viterbese, e il maestro Gojko Laketic. Prima però di procedere è doveroso da parte nostra spiegare per i meno esperti come si trascrive una partita di scacchi.
La scacchiera, 64 caselle, è suddivisa in colonne da A ad H, e traverse da 1 a 8; il corretto posizionamento della stessa prevede che la casella in basso a destra di ogni giocatore sia bianca. Per trascrivere una mossa si usa l’iniziale del nome del pezzo scritta in maiuscolo( esempio: D indica la donna, A l’alfiere e così via) e si indica la casella di destinazione ( un po’ come battaglia navale per intendersi).Per gli umili pedoni invece si usa solo la lettera della colonna su cui il pedone si trova scritta in minuscolo. Quando un pezzo cattura o mangia, come si usa in gergo, abbiamo il segno ” x” , per, seguito dalla casella dove la cattura avviene. I simboli ” 0-0 e 0-0-0 indicano rispettivamente l’arrocco corto e l’arrocco lungo. Se due pezzi uguali, due cavalli, due torri o due donne, possono giungere sulla stessa casella, va indicata anche la colonna di partenza, ( esempio: Cbd2, cioè il cavallo sulla colonna b e solo lui va nella casella d2). Se invece entrambi i pezzi uguali stanno sulla stessa colonna e possono giungere nella medesima casella si indica la traversa,( esempio, C6d7, cioè il cavallo che è sulla sesta traversa e solo lui va in d7.
Con queste poche indicazioni i lettori saranno già in grado di orientarsi, se lo vorranno, nella giungla delle 64 caselle.

 

 

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