Al Macro Asilo di Roma la mostra “La bandiera del mondo 1+1=3”

ROMA – Il giorno 20 dicembre 2018 verrà presentata per la prima volta al Macro Asilo di Roma, alla presenza degli artisti Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese, l’opera d’arte “La Bandiera del Mondo 1+1=3”
Concept Artistico In un momento storico in cui si assiste alla disgregazione dei vecchi modelli di organizzazione territoriale e di potere, cresce il senso di disagio dei cittadini davanti alle prospettive di un futuro in cui le identità nazionali sembrano dileguarsi per l’incedere della globalizzazione. Le culture locali, continuamente contaminate da quelle di altri paesi a causa delle continue migrazioni in atto su tutto il pianeta, sono sottoposte a confronti che spesso generano conflitti e atti d’intolleranza e di violenza. Non siamo capaci di rispettare i diritti degli altri e pretendiamo di costruire un mondo migliore all’insegna della pace. Il simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto è un segno di equilibrio, un gesto di condivisione, uno strumento “open source” che dà a tutti la possibilità di lavorare insieme, ognuno portando il suo contributo, alla costituzione di un’opera d’arte unica e dove anche il ruolo dell’artista è messo al servizio della comunità.

Ogni bandiera del Mondo rappresenta una specificità territoriale, con una propria cultura e un’idea di un’elaborazione di società del tutto esclusiva. Attraverso l’ormai noto simbolo del Terzo Paradiso si entra in una dimensione evolutiva dove non esistono separazioni in cui il segno dell’infinito ci conduce in una realtà continua e senza confini. Angelo Savarese realizza 196 tele che rappresentano le bandiere di altrettanti nazioni e collocate nel segno TRINAMICO di Pistoletto instaurano una comunicazione efficace per rappresentare il concetto di unità nella diversità. Ognuno degli stati del Mondo è una parte di un insieme senza il quale non sarebbe possibile l’esistenza del singolo. Io esisto perché posso fare qualcosa per Te e Tu puoi fare qualcosa per Me. Tu ed Io insieme facciamo Noi e in questa filosofia di Pistoletto del 1 + 1 = 3, Angelo Savarese propone una terza dimensione, un luogo d’integrazione dove i conflitti tra il globale e il locale trovano un punto di equilibrio nel Terzo Paradiso. La forma d’arte creata da La Bandiera del Mondo, evidenzia il concetto che è necessario “amare le differenze” per consentire ai popoli di completare l’opera di umanizzazione con un’azione responsabile concertata e conseguita insieme agli altri. È con questi intenti che Cittadellarte Fondazione Pistoletto promuove valori e pratiche di partecipazione democratica, come i 17 Obiettivi di Sostenibilità promulgati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Descrizione dell’Opera Composizione del simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto realizzato con un telaio di legno di mt. 18 x 8 che accoglierà 196 tele dipinte da Angelo Savarese in tecnica mista di cm. 40×40 cadauna. La prima installazione della Bandiera del Mondo prevede anche la partecipazione di un gruppo di studenti delle classi terza media dell’Istituto Daniele Manin di Roma, che saranno protagonisti insieme agli artisti nel comporre la prima rappresentazione del simbolo al Macro Asilo creando così una forma d’arte assolutamente pura, non controllata e spontanea.

Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. Inizia a esporre nel 1955 e nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria Galatea di Torino. La sua prima produzione pittorica è caratterizzata da una ricerca sull’autoritratto. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadri specchianti, che includono direttamente nell’opera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono inoltre la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con questi lavori Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare, già nel corso degli anni Sessanta, mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. I Quadri specchianti costituiranno la base della sua successiva produzione artistica e riflessione teorica. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dell’Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto è animatore e protagonista. A partire dal 1967 realizza, fuori dai tradizionali spazi espositivi, azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella “collaborazione creativa” che Pistoletto svilupperà nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre più ampi della società. Tra il 1975 e il 1976 realizza nella Galleria Stein di Torino un ciclo di dodici mostre consecutive, Le Stanze, il primo di una serie di complessi lavori articolati nell’arco di un anno, chiamati “continenti di tempo”, come Anno Bianco (1989) e Tartaruga Felice (1992). Nel 1978 tiene una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua futura ricerca e produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e L’arte assume la religione. All’inizio degli anni Ottanta realizza una serie di sculture in poliuretano rigido, tradotte in marmo per la mostra personale del 1984 al Forte di Belvedere di Firenze. Dal 1985 al 1989 crea la serie di volumi “scuri” denominata Arte dello squallore. Nel corso degli anni Novanta, con Progetto Arte e con la creazione a Biella di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e dell’Università delle Idee, mette l’arte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale al fine di ispirare e produrre una trasformazione responsabile della società. Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l’Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l’artista annuncia quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d’arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo”. Nel 2010 è autore del saggio Il Terzo Paradiso, pubblicato in italiano, inglese, francese e tedesco. Nel 2011 è Direttore Artistico di Evento 2011 – L’art pour une ré-évolution urbaine a Bordeaux. Nel 2012 si fa promotore del Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita, festeggiata ogni anno il 21 dicembre con iniziative realizzate in diversi luoghi del mondo. Nel 2013 il Museo del Louvre di Parigi ospita la sua mostra personale Michelangelo Pistoletto, année un – le paradis sur terre. In questo stesso anno riceve a Tokyo il Praemium Imperiale per la pittura. Nel 2014 il simbolo del Terzo Paradiso è stato installato nell’atrio della sede del Consiglio dell’Unione Europea a Bruxelles durante il semestre di presidenza italiana. Nel maggio del 2015 la Universidad de las Artes de L’Avana gli conferisce la laurea honoris causa. Nello stesso anno realizza un’opera di grandi dimensioni, intitolata Rebirth, collocata nel parco del Palazzo delle Nazioni di Ginevra sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Angelo Savarese. L’arte nella vita di Angelo Savarese è da sempre passione e cerca di emergere sin dalla sua giovane età; già fanciullo, dipinge ispirandosi ai grandi artisti. Nasce a Napoli nel 1967 e dopo qualche anno si trasferisce a Roma, ma sembra avere ereditato dalla sua città natale le curiosità delle cose del mondo, quindi la genetica del suo passato lo proietta nel suo futuro romano. A Roma cresce, si forma, inizia il suo percorso artistico ed è qui che vive e lavora. Attento osservatore e uomo dai grandi valori, ha trovato il modo di esprimersi con una tecnica artistica tutta sua. Uomo dalle poche parole, sembrerebbe, in realtà le parole confluiscono nella sua mente in modo armonioso e sono quelle che lui riversa sulla tela diventando queste il fondo stesso, dove poi dialoga con colori posti irregolarmente, astrattamente e abilmente. Le opere di Savarese appaiono quindi un mix di precisione e disordine, laddove la precisione delle lettere scritte con una calligrafia a rilievo definita con tecnica ed elementi vari, creano un secondo strato sulla tela e diventano il messaggio inequivocabile dell’opera stessa, mentre l’informalità si riflette con la combinazione dei colori posti o “buttati” sulla tela in modo informale e materico come tocco finale. Il risultato…un’arte che racconta. Da sempre Savarese vuole raccontare, vuole fermare l’attimo, vuole onorare le parole sue come di altri, vuole far parte del mondo, vuole dialogare con il suo “io” curioso. Il futuro dell’artista lo vede impegnato in progetti d’arte piuttosto che creare la singola opera. Sempre attento a temi di stampo sociale egli usa la sua arte con un nuovo indirizzo, creare dei progetti a tema che raggruppano varie opere similari nell’ambito del progetto stesso, ognuna con un suo messaggio e valore. Flags è un progetto che l’artista porta avanti da vari anni con l’obiettivo di realizzare tutte le bandiere del mondo in stile “Savarese”, quindi la voglia di unirlo attraverso l’arte, intesa come veicolo di pace. Mannequin, un altro recente progetto legato a temi quali la solitudine, la repressione, la tristezza, la sofferenza dell’uomo contemporaneo porta Savarese a dialogare con dei manichini ai quali egli dona un imprinting di parole, materia e colori, nel tentativo di umanizzarli: un chiaro grido di aiuto per salvare le nuove generazioni dai pericoli di questo mondo così falsamente globalizzato, tecnologico e “Wi-Fi”!

   

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