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Al Teatro dell’Unione gli Stati generali della Asl di Viterbo: il valore della persona al centro della sanità

di CHIARA TOSARONI-

VITERBO- Gli Stati generali della ASL di Viterbo hanno riunito al Teatro dell’Unione di Viterbo medici, professionisti sanitari, amministratori locali, cittadini e portatori d’interesse, in un confronto aperto sui risultati raggiunti, sulle prospettive di sviluppo e sulle sfide future della sanità nella Tuscia.
In platea anche autorità e rappresentanti del mondo politico, religioso e militare.
Ad aprire i lavori sono stati il direttore sanitario Assunta De Luca e il direttore amministrativo Simona Di Giovanni, seguiti dall’intervento del direttore generale Egisto Bianconi, che ha illustrato la nuova visione e il nuovo assetto operativo dell’azienda. Un percorso condiviso, orientato alla centralità della persona, al valore delle relazioni e a un servizio sanitario fondato su umanità e giustizia nell’accesso alle cure.
Ampio spazio è stato dedicato alle case di comunità, presidi territoriali pensati come punti di riferimento per l’assistenza di prossimità, dove operano in modo integrato medici di famiglia, infermieri e specialisti, con il compito di collegare domicilio, servizi territoriali e ospedale.
Per entrare nel merito dell’organizzazione aziendale, sono poi intervenuti i dieci dipartimenti della ASL di Viterbo.
Dalla prevenzione e promozione della salute, con un approccio One Health che unisce tutela della salute pubblica e sicurezza nei luoghi di lavoro, all’area dell’emergenza, accettazione e cure palliative, focalizzata sulla presa in carico della persona nei momenti di maggiore fragilità, con attenzione a tempestività, continuità e umanizzazione.
Spazio poi ai percorsi specialistici, dalle neuroscienze e organi di senso all’area chirurgica, con l’obiettivo di garantire assistenza qualificata lungo tutto il percorso, dalla diagnosi al follow up post-operatorio. La medicina generale e specialistica ha ribadito il valore dell’integrazione tra competenze per affrontare la complessità clinica in modo personalizzato, mentre i servizi diagnostici hanno messo in evidenza l’innovazione tecnologica e il potenziamento delle dotazioni, inclusa la futura attivazione della PET a Viterbo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla salute della donna e all’area materno-infantile, con il rafforzamento della continuità tra territorio e ospedale, degli screening e dei protocolli per la violenza di genere, insieme all’attivazione di servizi come l’analgesia epidurale e il taglio cesareo gentile. Centrale anche il contributo del dipartimento integrato di salute mentale, impegnato in una presa in carico globale e in rete della persona, dall’età evolutiva all’età adulta, e del Dipartimento della funzione territoriale, chiamato a coordinare e armonizzare le attività delle diverse unità operative sul territorio.
Nel corso dell’iniziativa sono stati consegnati anche i premi One Health: uno a Giancarlo Bruti, storico donatore Avis con oltre duecento donazioni di sangue e plasma e uno a Stefania Bibiani, ostetrica che nella sua carriera ha assistito circa quattromila parti, per l’impegno professionale e umano.
Le conclusioni sono state affidate al direttore generale Bianconi, che ha dato appuntamento al 4 febbraio, alle Scuderie di Palazzo Farnese di Caprarola, per il convegno “La fatica di crescere. Viaggio nella vita degli adolescenti”.

 

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