di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
VITERBO – Ieri, 6 settembre, si è svolto al Teatro dell’Unione un evento eccezionale che rimarrà negli annali di Viterbo. Musica jazz, condivisione, partecipazione e solidarietà riuniti in una straordinaria serata promossa dal direttore artistico del festival ‘Tuscia in Jazz for Sla’ Italo Leali che, sebbene sia ammalato di sla, è riuscito a portare sul palco, in prima mondiale, il concerto ‘Piano, piano, piano, forte, forte, forte’, ponendo per la prima volta al centro della scena tre pianoforti gran coda suonati all’unisono da tre eccelsi musicisti jazz di
fama internazionale, quali Rita Marcotulli, Enrico Pieranunzi e Dado Moroni. Sala piena e ovazioni dal pubblico.
L’intero ricavato della stagione estiva del festival che si è svolto con il contributo della regione Lazio, Provincia di Viterbo, Ance Viterbo, Unindustria, Fondazione Carivit e in collaborazione con TusciaWeb, sarà devoluto alla ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica, mentre il concerto di ieri al Teatro Unione, fortemente voluto da tutta l’amministrazione comunale, si è svolto grazie al contributo del comune di Viterbo, della Banca Lazio Nord, del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, di Tusciaweb, di Panta CZ e di altri sponsor, l’intero ricavato del concerto sarà devoluto alla ricerca contro la Sla. In particolare, i fondi raccolti saranno destinati al Centro Clinico Nemo di Roma.
Il coraggioso Italo Leali, immobile nel suo letto di dolore, per questa speciale serata di musica, ha voluto essere presente in teatro dove, dal lato del palco, grazie all’aiuto di familiari e infermieri, ha trasmesso al pubblico, attraverso un apparecchio computerizzato, un messaggio sonoro di ringraziamento a tutti coloro che lo hanno sostenuto in questi mesi di concerti che non finiscono qui
ma continuano nei prossimi mesi, sino a Natale. e ricorda e spiega la sua terribile malattia che toglie la speranza di vita e porta ad invocare la morte. Infine sprona tutti coloro che hanno potere decisionale a fare uno sforzo in più affinchè si arrivi a parlare della ricerca sulla sclerosi non solo sui giornali locali ma anche su quelli nazionali e in televisione. Al termine delle sue accorate parole il pubblico, commosso, scatta in piedi con un boato di applausi e condivisione.
Ora l’attesa serata può iniziare, forse, perchè salgono sul palco come bravi presentatori, Ernesto Bruziches e Anita Mattei che, come da scaletta, chiamano per i saluti di conclusione festival l’amico Carlo Galeotti (TusciaWeb) che per primo ha condiviso il dramma di Italo Leali e lo ha aiutato, attraverso il suo giornale online, a far conoscere la sua solitaria e triste battaglia. Subito dopo viene illustrato il prossimo programma invernale del festival che prevede ben 11 nuovi concerti. Il culmine
di questa rassegna sarà a dicembre, con una serie di concerti gospel americani che toccheranno otto comuni della Tuscia, inclusa Viterbo. Ed anche, si precisa, che l’amministrazione festival sta già lavorando alla programmazione del 2026, il cui inizio è previsto per il 28 febbraio, in concomitanza con la Giornata Mondiale delle Malattie Rare e l’anniversario della scomparsa di Luca Pulino. Viterbo si candida così a diventare un punto di riferimento nella campagna contro la Sla e a sostegno della ricerca.
Seguono i saluti istituzionali della sindaca Chiara Frontini,del vicesindaco e assessore alla Capitale europea della Cultura Alfonso Antoniozzi, dell’assessore Emanuele Aronne, di Erika Pesciaroli de Centro Clinico Nemo di Roma, della Rettrice dell’Unitus.Tiziana Laureti, del consigliere regionale Daniele Sabatini e quelli conclusivi del consigliere regionale Enrico Panunzi che annuncia “la legge per la ricerca sulla sla c’è già da tempo, basta attivare i fondi”.
A questo punto il pubblico rumoreggia: basta, basta, vogliamo non parole ma musica. E musica sia. Con imbarazzo e sguardi interrogativi i due presentatori, non colpevoli, fanno entrare sul palco i tre eccelsi musicisti rimasti in attesa dietro le quinte. E sono applausi liberatori .Ogni interprete si siede al suo pianoforte e all’unisono danno il via all’atteso concerto lasciando che le meravigliose note di musica jazz invadano il teatro. I tre artisti si esibiscono prima insieme e poi in duetti e momenti solistici, offrendo al pubblico una panoramica completa della loro maestria musicale. Momenti incantevoli si hanno mentre si ascolta, tra l’altro il brano “La strada invisibile” con Rita Marcatulli al piano; o quello con Enrico Pieranunzi in “Je Ne Sais Quoi” e in “Straight No Chaser”. Al termine scattano gli applausi più calorosi di tutto il pubblico, accompagnati dal grido “bravi, bravi”.
La commovente serata si conclude con un brindisi offerto dalle Tenute Olivieri.
NOTE- Rita Marcotulli, artista di fama internazionale, è conosciuta per il suo stile poetico e la sua straordinaria sensibilità, capace di spaziare tra generi diversi con una grazia unica. Ha collaborato con i più grandi nomi del jazz mondiale e le sue composizioni originali lasciano il segno per la loro profondità emotiva.
– Enrico Pieranunzi, una vera e propria icona del jazz europeo. La sua carriera è costellata di successi, dai numerosi premi ricevuti alle collaborazioni con leggende come Chet Baker e Jim Hall. Il suo tocco è inconfondibile: melodico, raffinato e sempre sorretto da una solida tecnica.
– Dado Moroni, pianista eclettico e virtuoso, stimato per la sua maestria nel linguaggio del jazz più tradizionale, ma con una personalità sempre fresca e innovativa. Il suo swing incalzante e la sua energia travolgente lo rendono uno dei musicisti più apprezzati della scena internazionale.
















