Al Regina Apostolorum il Master in Storia della Chiesa nelle Americhe

ROMA- E’ in corso presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum il Master in “Storia della Chiesa nelle Americhe”, promosso dalla facoltà di Teologia e dal Dipartimento post-laurea dell’Università Francisco de Vitoria.

“Questo Master vuole essere una vera occasione d’incontro e confronto tra storici ecclesiastici e laici per arricchire la propria formazione in un argomento fin ora molto poco trattato programmi universitari nonostante la metà dei cattolici al mondo viva oggi nel continente americano” precisa il Prof. Emilio Martínez Albesa”. In occasione dell’attivazione del master, l’Ateneo presenta una mostra pittorica dal titolo “Luoghi e volti della misericordia in America Latina” che si inaugura oggi per concludersi lunedì 25 gennaio. Questa si compone di una quarantina di pitture ad olio su tela. Queste opere ritraggono una serie di chiese cattoliche del Sud del Cile del Settecento e dell’Ottocento dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, opere della pittrice cilena contemporanea Cecilia Ojeda de Ulriksen, così come anche la chiesa “Nostra Signora della Pace”, tempio cattolico più australe del mondo, nell’Antartide cilena, di recente costruzione e che la stessa pittrice racconta così: «Ho ritratto questa chiesa, che si trova nella periferia più a sud del mondo, con il desiderio di donare la tela a Papa Francesco».

Inoltre, in rassegna anche una serie di pitture contemporanee che ritraggono madonne, angeli e arcangeli di stile barocco andino del pittore peruviano Walter Rojas Gamarra. Queste opere attestano che la tradizione del barocco meticcio, la quale trovò a Cuzco un posto di particolare creatività, continua oggi a vivere e ad ispirare la fede e la cultura latinoamericani. Il pittore Rojas Gamarra ci spiega: “Mi ispiro all’opera del pittore cuzqueno del Seicento Gregorio Gamarra, che destino vuole abbia il mio stesso cognome e con il quale credo di avere legami parentali e che è stato seguace a sua volta del gesuita italiano Bernardo Bitti”.

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