Albert Camus, maestro di umanità, maestro di nonviolenza

Si è svolto oggi, giovedì 7 novembre, a Viterbo presso il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” un incontro in memoria di Albert Camusalbert-camus nel centenario della nascita del grande combattente per la libertà, la solidarietà e la dignità umana. Nel corso dell’incontro sono stati letti e commentati alcuni brani da varie opere di Camus. La commemorazione è

stata tenuta dal responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini.

“Albert Camus – scrive il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, non è solo un grande scrittore e drammaturgo, non è solo un grande attivista per i diritti umani: è uno dei più grandi pensatori politici del XX secolo, e lo è per due motivi. Il primo: perché è uno dei grandi pensatori morali, che mai le scelte morali prostituì alla contingenza tattica dell’agire politico, né al tornaconto personale o del gruppo dei prossimi ai danni di altri esseri umani. Che mai le scelte morali – e quindi altresì quelle politiche – disgiunse dall’ascolto della voce delle vittime, dalla visione del volto muto e sofferente delle vittime. Che sempre sentì che a quella richiesta di aiuto che i sofferenti e gli estinti lanciano occorre rispondere con la propria responsabilità. Recare aiuto a chi soffre oppressione, paura, bisogno: è il primo dovere.

Il secondo: perché mentre pensava agiva, e così non solo ha protestato, ma ha coerentemente e concretamente combattuto contro il colonialismo, ha combattuto contro il fascismo, ha combattuto contro il totalitarismo, ha combattuto contro le guerre e le dittature, contro le ingiustizie e le violenze. Ha sempre combattuto contro tutte le ideologie e le prassi assassine. Ed ha lottato sempre senza perdere la consapevolezza del rispetto della vita, della dignità e dei diritti altrui, anche nelle situazioni più tragiche.

2. Chi ha letto La peste – a nostro avviso uno dei capolavori di sapienza umana della letteratura universale – sa cosa è la Resistenza. Chi ha letto La peste sa cosa è la nonviolenza. Chi ha letto Lo straniero, Caligola, Il malinteso, La caduta, Il mito di Sisifo, sa cosa è l’assurdità della nostra condizione esistenziale e quale sia la radice della rivolta contro ogni egoismo, contro ogni sopraffazione, contro ogni menzogna. Chi ha letto L’uomo in rivolta – uno dei libri di riflessione morale e politica più illuminanti – e gli editoriali di “Combat”, sa cosa è il dovere morale, il dovere politico, vi apprende cosa sia fraternità. Ma tutto Camus va letto. Dai Taccuini ad Actuelles, da tutto il teatro a tutta la pubblicistica militante, all’intera opera narrativa, lirica e descrittiva, saggistica. Leggere Camus ti nutre sempre.

3. E’ l’artista e il pensatore della bellezza del mondo e del dovere di amare, del senso del limite e della responsabilità, della coscienza della solitudine e del dovere della solidarietà in inscindibile compresenza, dell’intreccio della giustizia e della libertà, dell’io e del noi, del riconoscimento di umanità e della riconoscenza per l’umanità, della pietà che opera contro il male. Ed è il lottatore fermo e costante in difesa della civiltà umana che nel dialogo e nella condivisione, nell’ascolto e nell’aiuto reciproco consiste; l’oppositore intransigente che si batte contro tutti i fascismi, contro la guerra, contro la pena di morte, contro ogni persecuzione ed uccisione. Il filosofo e il militante della nonviolenza in cammino. A cento anni esatti dalla nascita, ed a cinquantatre dalla scomparsa, lo ricordiamo con gratitudine e lo salutiamo come benefico amico, compagno di lotte, maestro di umanità.

 Le persone partecipanti all’incontro nel ricordo e nel nome di Albert Camus hanno riaffermato l’impegno contro tutte le violenze e le menzogne, contro la guerra e l’oppressione, per la giustizia sociale e per i diritti umani di tutti gli esseri umani. In particolare hanno espresso adesione e sostegno all’appello al parlamento italiano affinché “faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia – ed attraverso l’Italia in Europa – in modo legale e sicuro”, ed all’appello per la più ampia mobilitazione il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.

   

Leave a Reply