di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
VITOCHIANO (Viterbo) – Il complesso di Sant’Agnese, ex convento del XII sec., accoglie dal 22 al 28 settembre 2025 la prima ‘Fiera del Libro‘ organizzata dalla scrittrice Rosella Lisoni, presidente dell’associazione’La Torre della Tuscia’. La rassegna gode del patrocinio del Comune di Vitorchiano.
Alla rassegna hanno aderito quindici scrittori, tra cui Carla Guidi, Cinzia Tamburini, Alessandro Maurizi, Silvio Franco, Massimo Lugli. E sette artisti, Paolo Berti, Maddalena Mauri, Rita Mare, Gino Loperfido, Valter Sambucini, Miranda Bocci, Michela De Martino che hanno esposto nell’antica cappella sconsacrata le loro opere pittoriche. A fare da corollario all’iniziativa sono le tre case editrici, Annulli Editori, Effigi e Casa editrice Serena che espone il libro d’esordio di Wanda Cherubini dedicato a S. Rosa, dal titolo “Nel nome di Rosa”. Ieri, 23 settembre, Tuscia Times ha fatto un’escursione alla Fiera del Libro per curiosare tra i romanzi esposti e gli incontri con l’autore annunciati nel programma del pomeriggio.
Ecco infatti che arriva il primo ospite, lo scrittore Alessandro Maurizi, direttore del festival Ombre e autore del Giallo Mondadori “Gli invisibili di San Zeno” che narra una storia ambientata nella Verona dell’800 dove si svolgono e rivivono le vicende del procuratore Federico Giorio impegnato nelle indagini su una serie di sanguinosi omicidi. Ha dialogato con il romanziere Maurizi, in una convesazione piena di verve, Marilena Satriani in veste di padrona di casa in quanto socia de ‘La Torre di Tuscia’.
Un altro fortuito incontro è avvenuto con l’autore del romanzo d’esordio “A metà strada” (Scatole Parlanti, collana Voci) Silvio Moretti, studioso del grande drammartugo e critico televisivo italiano Achille Campanile (1899-1977), conosciuto e frequentato negli anni Settanta. Il romanzo di Silvio Moretti è risultato finalista al ‘Premio Letterario Argentario & Premio Caravaggio 2024’, VIII Edizione e ha ricevuto una menzione d’onore al Premio Letterario Metropoli di Torino 2024.
“A metà strada” è un romanzo onirico che verte su rapporti irrisolti tra un padre e un figlio. Andrea è un padre ormai defunto che osserva da lontano le vicende del figlio Giuliano, immerso in una crisi personale e professionale. In un intreccio narrativo tra passato e presente, il romanzo offre un racconto sulla memoria, il rimpianto e il desiderio di riscatto. “Ho improntato il mio romanzo – precisa l’autore – sul filo invisibile che lega i vivi e i morti e può può essere vissuto come una forma di continuità, con cui i vivi possono colmare i propri vuoti emotivi, perché i ricordi e gli affetti non appartengono a un tempo specifico, ma si sedimentano nella nostra vita, con le scelte che facciamo e con le persone che incontriamo lungo il cammino”. Silvio Moretti è nato a Civitavecchia e vive a Vitorchiano (Viterbo).











