ROMA – Sabato 4 luglio 2026 alle ore 21.00 l’elegante Giardino dell’Instituto Cervantes di Roma ospita Álvaro Romero e Esteban Perles con il concerto “Jamón, Romero y Chocolate” titolo che riprende anche il nome dell’album del suo progetto musicale “Yeli Yeli”, un concerto intimo e innovativo
nel quale si fonderanno mirabilmente flamenco, elettronica e tradizioni iberiche e afro. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
“Yeli Yeli” è un progetto artistico dirompente che trasforma la musica in un vero e proprio specchio sociale. Ispirandosi alla visione filosofica di New Babylon – uno spazio globale fondato sulla libertà
creativa e sulla dinamica interazione tra l’essere umano e il suo territorio – questa proposta esplora i confini geografici e sonori per dar vita a un’esperienza unica. Cuore del progetto è l’incontro
ravvicinato tra due culture tanto distinte quanto profondamente vicine: quella spagnola e quella portoghese. Attraverso l’abbraccio tra la potenza del flamenco e la modernità della musica elettronica, “Yeli Yeli” scava nelle radici storiche della colonizzazione, delle migrazioni
e della schiavitù. Il risultato è un flusso sonoro che unisce i generi del passato – come il fado, i tangos tradizionali e l’antica danza Chula – alle innovazioni tecnologiche del presente e del futuro, arrivando fino alle contaminazioni urbane del Kuduro progressivo.
Spagnolo, Romero non è nuovo al pubblico italiano: ha già visitato il paese in diverse occasioni per motivi artistici. Con “Yeli Yeli” mette in dialogo il flamenco con l’elettronica e con le diverse tradizioni musicali della Penisola Iberica, in un formato volutamente intimo.
“Non ritengo di aver reciso il legame con il flamenco. Al contrario, esso rimane la base da cui parte ogni mio lavoro. Il mio obiettivo è inserirlo in un confronto con il presente: con altre musiche, con la letteratura, con la performance e con le questioni che animano il dibattito contemporaneo. Più che un distacco dalla tradizione, si tratta di sperimentare nuove modalità per abitarla”, spiega l’artista.
Il concerto sarà un percorso tra i brani che compongono l’universo di “Yeli Yeli”: flamenco, basi elettroniche, influenze da musiche iberiche e afro, testi e racconti nati durante il processo creativo del progetto.
Una dimensione sonora dove la musica africana entra attraverso ritmo, ripetizione e dimensione collettiva, mentre la chula portoghese, approfondita grazie alle ricerche dell’artista sulle tradizioni orali della Penisola Iberica, apre nuove connessioni con il flamenco.
“L’elettronica mi permette di creare nuovi spazi per la voce, mantenendo l’intensità emotiva ed espressiva che caratterizza il flamenco.
Considero il flamenco come uno strumento contemporaneo, capace di dialogare con altri suoni, altre storie e altri modi di intendere l’identità”, conclude Romero.
Il canto, come sottolinea l’artista, viene utilizzato come strumento critico di pensiero facendo delle parole uno specchio in cui il pubblico può guardarsi e vedere i nei, le rughe dell’età o le cicatrici di
vecchie ferite. Romero lancia domande nell’aria come fossero “ole” scritti in linguaggio matematico e, senza fermare il suo canto nemmeno per un momento, fornisce chiavi per costruire un racconto su chi siamo e su chi siamo stati. In questo modo, la scena si trasforma in un giardino in cui fioriscono questioni, interrogativi, risposte e domande sulla memoria storica, l’identità collettiva, i ruoli di genere o la violenza maschilista.
ÁLVARO ROMERO
Nato a El Puerto de Santa María nel 1983 e residente a Siviglia, Álvaro Romero si forma nella scuola classica flamenca per poi aprirsi a un percorso di ricerca e rottura. Cantante, ha collaborato con Andrés Marín, Belén Maya, Dorantes, Manuel Liñán. Con loro, e anche da solo, gira la Spagna e si esibisce in paesi come Grecia, Germania, Repubblica Ceca, Inghilterra, Scozia, Italia, Norvegia, Russia, Messico, Canada e Giappone. È cantaor, performer e attivista. Il suo lavoro parte dal
cante tradizionale per sviluppare una pratica critica che mette in tensione le forme del flamenco e le attraversa con testi dissidenti, memorie queer e gesti di insurrezione poetica.
Nel 2009 è cantaor accompagnatore in diversi corsi tenuti da grandi nomi della danza come Rosario Toledo, Ángel Atienza, Úrsula López, Manuel etanzos o Alicia Márquez. Dal 2014 lavora come cantante accompagnatore al Centro Andaluz de Danza (CAD) insieme a Rocío Coral, Miguel Ángel
Corbacho e Rubén Olmo. La sua voce attraversa Spagna, Europa e America.
Nel 2022 ha presentato “Yeli Yeli” alla Biennale di Flamenco di Siviglia, portato poi a Conde Duque, Sadler’s Wells ed Europalia. Ha partecipato al film “NO es un cuento flamenco” e vinto il Premio Godot 2023 per “Coronada y el Toro”. Con “Yeli Yeli” unisce cante jondo, elettronica e tradizioni iberiche e afro, trasformando il flamenco in strumento contemporaneo di attivismo e dialogo sull’identità. Álvaro Ramírez Romero, artista inquieto, ha deciso di eliminare il suo primo
cognome per omaggiare l’eredità femminile di sua madre. Ribattezzato Álvaro Romero, ha trasferito questa ricerca identitaria alla sua voce, iniziando un percorso di rottura con la concezione tradizionale del cante jondo riconvertito in strumento di attivismo. Ha collaborato, inoltre, a molteplici proposte e progetti sociali.
ESTEBAN PERLES
Musicista, percussionista e artista audiovisivo di El Puerto de Santa María, Esteban Perles fonde jazz, folk, punk ed elettronica. Formatosi a Barcellona con Alex Ventura e Aldo Caviglia, approfondisce percussione flamenca e afro-latina con Piraña, Miguel Angá e Bobote. Ha registrato
decine di dischi e suonato nei festival più importanti: Primavera Sound, Rock al Parque, SXSW. Il suo linguaggio spazia dai panderos cuadrados alle Roland 808, con un focus su beat energici che uniscono tradizione e sperimentazione. In “Jamón, Romero y Chocolate” costruisce con Romero
paesaggi ritmici dove elettronica e radici iberiche si incontrano e si fondono.




