Università Unimarconi

Ambiente, la Rifiuthlon arriva alla Scuola Germanica di Roma

ROMA – Se l’abbandono dei rifiuti rappresenta una piaga, la raccolta da parte dei volontari non è la soluzione finale. Se valutata come azione fine a se stessa, rappresenta il classico tentativo di fermare un fiume con le mani.

‘Se la raccolta o, più correttamente, la caccia al piccolo rifiuto, tipico del gesto di inciviltà quotidiana, viene svolta da bambini/e in luoghi pubblici e frequentati, l’effetto è molto interessante. Si realizza una sensibilizzazione per chi partecipa ma soprattutto per chi vede i piccoli in azione, magari a raccogliere il mozzicone appena gettato tra i piedi di chi lo ha gettato, e rende i piccoli moschettieri dell’ambiente di AiCS una sorta di educatori. E quest’ultimo punto, l’investitura di un ruolo, li inorgoglisce e rende l’esperienza ricca e duratura nella memoria’ spiega Andrea Nesi, responsabile Ambiente di AiCS.

‘Questo approccio è piaciuto alla scuola germanica di Roma che, grazie all’interessamento dell’artista/attivista italo tedesca Heidrun Thate, ci ha consentito di svolgere una Rifiuthlon con 120 giovanissimi/e studenti all’interno di villa Pamphili. Come sempre tanto divertimento ma anche le giuste riflessioni a posteriori, terminato il gioco completano questa attività di empowerment ….. che è ciò di cui abbiamo bisogno. ‘Se proviamo ad immaginare un futuro migliore riguardo la gestione dei rifiuti, noi non lo immaginiamo con un numero sempre maggiore di persone che raccolgono i rifiuti dispersi dagli incivili ma piuttosto un numero inferiore di persone che sporcano’ aggiunge Nesi,

‘Sia ben chiaro, non che raccogliere i rifiuti sia un’attività inutile ma è sicuramente secondaria, per non dire marginale, se messa in relazione con la costante immissione di rifiuti in natura. Noi crediamo molto nei piccoli gruppi che nelle città di ogni dimensione, decidono di prendersi cura di una via, un’aiuola e/o altro, un atto concreto di civismo ed esempio costante sul proprio territorio. Ne conosciamo diversi verso i quali nutriamo un’ammirazione sconfinata poichè la loro è un’attività costante e di presidio. Ed infatti ne sentiamo parlare poco: piccoli gruppi agguerritissimi, che amano i propri luoghi e li curano in silenzio.
Ma la battaglia in favore dell’ambiente, quella di avanguardia, si combatte sulla sensibilizzazione. E per noi la vera trincea è rappresentata dalla scuola primaria di primo e secondo grado laddove studenti e studentesse hanno la mente aperta, l’entusiasmo, la curiosità e la capacità di farsi sentire a casa propria. Gli anglosassoni lo chiamano empowerment, termine che sintetizza il tema dell’accrescimento della coscienza critica. Per noi l’empowerment è la stella polare e per questo incontriamo migliaia di bambini/e nel corso dell’anno facendoli giocare alla RIfiuthlon, una gara di raccolta rifiuti a premi che però non è un’attività di pulizia in senso stretto! Raccogliere rifiuti con le pinze solo in luoghi affollati, un rifiuto alla volta, senza sacchetti, non con lo scopo di pulire appunto ma trasformando i piccoli in educatori attraverso l’esempio. Speriamo che le energie saranno sempre più spese in questa direzione da parte di tutti coloro che a vario titolo si occupano di ambiente’ conclude Nesi.

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