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Anbi, Battistoni (FI): “Contro dissesto idrogeologico impegno concreto del legislatore”

ROMA – “Quello dell’acqua e della gestione del territorio è  un nodo strategico per il presente e il futuro del Paese. I dati ISPRA parlano chiaro: il 95% del territorio italiano è esposto al rischio di dissesto idrogeologico. È da qui che dobbiamo partire per costruire una visione seria e responsabile, capace di coniugare la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico e sociale”. Lo ha detto Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera, intervenendo al convegno “Sicurezza idrica e resilienza dei territori: la proposta concreta dei consorzi di bonifica”, organizzato da ANBI. “Territori curati -prosegue Battistoni- presidiati e vissuti sono territori più sicuri, dov’è possibile limitare gli effetti degli eventi calamitosi. Negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni estremi sempre più frequenti e intensi: in un breve arco temporale siamo passati dalla siccità alle alluvioni che hanno colpito duramente regioni come Emilia-Romagna, Toscana e Marche, fino agli eventi più recenti che hanno interessato il Sud Italia. Il costo di queste emergenze è stato altissimo, con danni che solo per l’agricoltura superano i 20 miliardi di euro. Dunque non possiamo più limitarci a rincorrere l’emergenza, ma investire con decisione nella prevenzione e nella programmazione. In questa direzione vanno gli interventi messi in campo dal Governo negli ultimi anni, a partire dalle opere legate al PNRR e quelle successive del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico. Fondamentale è anche il ruolo dei consorzi di bonifica, che grazie alla loro presenza capillare rappresentano un presidio essenziale per la manutenzione e la gestione del territorio. La proposta di legge del CNEL attualmente in discussione in Commissione Ambiente rappresenta un passaggio importante: rafforzare il coordinamento tra enti territoriali e valorizzare il ruolo dei consorzi di bonifica significa costruire un modello più efficiente e capace di intervenire in modo tempestivo. Il confronto con le forze politiche e con gli attori del settore sta andando nella giusta direzione. Come ricordato da Papa Leone XIV, il grido della terra non può essere una moda passeggera. È un richiamo forte alla responsabilità collettiva, che dobbiamo tradurre in azioni strutturali e durature”, conclude.

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