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VITERBO CHRISTMAS VILLAGE

Andrea Micci (Lega): “Casa Viterbo, ma di chi è?”

VITERBO- Riceviamo e pubblichiamo: “Ha aperto Casa Viterbo, ma non si capisce bene da chi. Chi la gestisce e chi la finanzia? Sull’invito diffuso a pioggia, immagino all’intera rubrica dei propri contatti, dai consiglieri comunali di maggioranza, nulla è specificato. Abbiamo sentito la sindaca invitare i viterbesi a visitare Casa Viterbo, promuovendola come il nuovo focolare della comunità locale, un luogo in cui sentirsi accolti, protetti, coccolati. Un posto dove nessuno chiederà loro il voto né che preferenza politica hanno, si è affrettata a dire lei. Ma, cara sindaca io, e penso molti altri come me, non vanno a casa di qualcuno senza sapere di chi è. Casa Viterbo infiocchettata con tanto di panchine su una striscia verde di prato sintetico e perfino un tavolo da ping pong, mi fa pensare alla casetta di dolciumi di Hansel e Gretel, due bambini affamati e abbandonati nel bosco che, cedendo al miraggio di una scorpacciata di leccornie, entrano e si ritrovano a un passo dal forno di una strega, rischiando loro stessi di diventare il cibo della vecchia signora. La mia vuole essere solo una innocua e divertente metafora per dire semplicemente che non c’è niente di male a iniziare a coltivare l’orticello dei propri consensi elettorali, perché dunque “mascherare” tutto questo dietro un’iniziativa che ci si sforza in tutti i modi di far apparire distante e indipendente dalla politica, dal civismo, dalla competizione elettorale sempre più imminente e dalla necessità di Frontini di ottenere il consenso necessario a restare sulla poltrona di sindaco? Forse perché, stavolta, i frontiniani temono di andare a chiedere direttamente i voti ai viterbesi? È forse per questo che hanno pure cambiato nome? Non si chiamano più Viterbo 2020 ma semplicemente Patto civico? È per questo che nasce Casa Viterbo? Un tentativo celato, a mio avviso, di strappare a proprio favore il sostegno dei viterbesi? Una casa in cui si spera che entrino, e una volta dentro, avvinti dalle dolci atmosfere e dai piacevoli svaghi, possano decidere infine di dare spontaneamente il loro voto, senza che Frontini e i suoi debbano trovare il coraggio di chiederglielo direttamente per la seconda volta? Sempreché, l’ennesima dolce favola servita dalla sindaca ai viterbesi, non finisca veramente come quella di Hansel e Gretel, dove ad essere “cotta”, alla fine, è stata proprio la proprietaria della casa”.

Andrea Micci
Consigliere comunale Lega Viterbo

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