Angelus di Papa Francesco: “Come i Magi apriamo il cuore a Gesù”

di REDAZIONE-

ROMA- Papa Francesco, all’Angelus nella Solennità dell’Epifania di questa mattina, ha sottolineato la gioia dell’incontro con Gesù,  che si manifesta al mondo come “dono per tutti”. Questo il significato della festa di oggi, della solennità dell’Epifania e l’invito che il Papa rivolge a tutti i fedeli prima della recita dell’Angelus. Invita tutti a  lasciarsi rinnovare nel cammino di credenti da questa luce e di accoglierla col “cuore aperto alla novità” come hanno fatto i Magi.

Ma come si può incontrare Cristo, come possiamo porci davanti a questa “luce” che nel Vangelo è “presente e incontrata”? Papa Francesco dice che ci sono tanti modi e l’evangelista Matteo li mostra nella sua narrazione odierna. Ci sono Erode e gli scribi di Gerusalemme che reagiscono, “col cuore duro duro, che si ostina e rifiuta la visita di quel Bambino”. E’ una possibilità questa, “chiudersi alla luce”:  sono coloro che  hanno paura della venuta di Gesù e chiudono il cuore ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno di aiuto.
“Invece ben diversa è l’esperienza dei Magi – afferma il Papa – che nonostante siano lontani dalla fede ebraica tradizionale, si lasciano guidare dalla stella e affrontano un viaggio lungo e rischioso pur di conoscere la verità sul Messia. Si  dimostrano aperti alla novità più sorprendente della storia, il Dio fatto uomo e poi, ritornando al loro paese, cambiano strada, perché ogni volta che un uomo o una donna, incontra Gesù, cambia strada, torna alla vita in un modo differente, torna rinnovato”.  Papa Francesco conclude dicendo che la  salvezza offerta da Dio in Cristo è per tutti gli uomini e come quel Bambino sia un dono per tutti.

Al termine dell’Angelus il Papa ha poi rivolto l’attenzione ai migranti ed alle chiese orientali. Si è rivolto ai leaders europei affinché mostrino “solidarietà concreta” nei confronti di 49 migranti a bordo delle due navi, la Sea Watch e la Sea Eye, ancora in attesa di un porto dove sbarcare nel Mar Mediterraneo.

Infine, Papa  Francesco ha rivolto un “augurio cordiale e fraterno” alle Chiese orientali cattoliche e ortodosse che seguono il calendario Giuliano e che vivono oggi la vigilia del Natale.

 

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