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Anguillara, sei ore di interrogatorio e la svolta: il marito confessa l’omicidio di Federica Torzullo

di REDAZIONE-

È arrivata dopo giorni di silenzio la confessione di Claudio Carlomagno, il marito di Federica Torzullo, la donna uccisa nella loro abitazione di Anguillara Sabazia, alle porte di Roma. Davanti al gip di Civitavecchia, al termine di un interrogatorio durato oltre sei ore, l’uomo ha ammesso di averla uccisa al culmine di una lite scoppiata nel contesto della separazione e della battaglia per l’affidamento del figlio.

Secondo il racconto dell’indagato, l’omicidio risalirebbe alle prime ore del 9 gennaio. Il litigio sarebbe iniziato poco dopo le 6 del mattino e sarebbe degenerato in una colluttazione prolungata, durante la quale Federica avrebbe tentato più volte di difendersi. L’autopsia ha confermato la violenza dell’aggressione: sul corpo sono state riscontrate 23 ferite da arma da taglio, una delle quali, al collo, mortale. I colpi sarebbero stati inferti con un coltello presente in casa, che l’uomo ha indicato agli inquirenti, consentendo l’avvio delle ricerche dell’arma.

Nonostante l’ammissione di colpa, la Procura mantiene riserve sulla ricostruzione fornita. “Restano aspetti che non ci convincono”, ha spiegato il procuratore Alberto Liguori, parlando di zone d’ombra che potrebbero richiedere nuovi accertamenti e l’ascolto di ulteriori testimoni.

Le indagini hanno fatto emergere un quadro particolarmente crudo anche nella fase successiva al delitto. Sul corpo della vittima sono state trovate ustioni, compatibili con un tentativo di bruciare il cadavere. Successivamente, secondo quanto dichiarato dall’indagato, il corpo sarebbe stato trasportato in un’area vicina alla sua azienda e sepolto in una fossa scavata in un canneto. L’uso di una scavatrice avrebbe provocato fratture da schiacciamento, riscontrate dagli esami medico-legali.

Carlomagno ha anche ammesso di aver utilizzato il cellulare della moglie per inviare messaggi alla madre di lei, nel tentativo di simulare che la donna fosse ancora in vita, prima di distruggere il telefono. Tuttavia, già nelle prime ore dopo la scomparsa di Federica, gli investigatori avevano raccolto elementi decisivi: tra questi, le immagini di una telecamera che la riprendono mentre rientra a casa l’8 gennaio, senza più uscirne.

La Procura contesta all’uomo il reato di femminicidio, introdotto di recente nel codice penale. In caso di condanna, la pena prevista è l’ergastolo. Il difensore di Carlomagno, Andrea Miroli, ha parlato di una “tragedia immane”, sottolineando come l’uomo sia ora consapevole delle conseguenze delle proprie azioni e del dolore inflitto alla famiglia della vittima e al figlio.

Il delitto di Anguillara riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza domestica e delle dinamiche che, soprattutto nei contesti di separazione conflittuale, possono sfociare in esiti irreversibili, lasciando dietro di sé vittime e famiglie spezzate.

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