Anno Santo 1550 un flop

Giubileo 1550 con due papi. Uno di casa nostra (Paolo III Farnese) che lo ha indetto nel 1449 e l’altro, di origine aretina (Giulio III Ciocchi del Monte) che lo ha proclamato nel febbraio dell’anno successivo con la bolla Si pastores ovium

Ce ne parlerà Antonella Siena, docente di Storia e Filosofia, venerdì 29 marzo 2024 alle ore 16,30 nella Sala Conferenze del Museo della Ceramica della Tuscia a Palazzo Brugiotti sede della Fondazione Carivit (Viterbo via Cavour 67).

Le cronache raccontano che fu un Anno Santo turbolento, dati i precedenti non certo rassicuranti: riforma luterana, scisma della Chiesa d’Inghilterra in seguito alla scomunica di Enrico VIII per essersi ribellato al papa che non gli concedeva il divorzio da Caterina d’Aragona per poter sposare Anna Bolena, contrasti tra cattolici e protestanti, tensioni tra Carlo V e Francesco I, senza contare le devastazioni del Sacco di Roma e il Concilio di Trento in pieno svolgimento.

Le cronache raccontano che ci fu scarsa affluenza di pellegrini timorosi di mettersi in viaggio con i tempi che correvano e, dunque, pochi affari per albergatori, tavernieri ed altri. Tanto più che un decreto stabiliva il blocco degli affitti con divieto di scacciare gli inquilini abituali per affittare a persone disposte a pagare un canone maggiore. Tra i pellegrini si fecero notare Ignazio di Loiola, non ancora santo, fondatore della Compagnia di Gesù.e Filippo Neri fondatore dell’Oratorio. .

Riguardo a Giulio III, che non faceva mistero di un suo debole per i giovani palestrati, dette scandalo la nomina a cardinale del suo “ amato” nipote Innocenzo del Monte, appena diciassettenne. .

Non ne soffrì tuttavia il mondo dell’arte per i tanti mecenati, soprattutto della Chiesa, che in occasione del Giubileo 1550 favorirono a Roma molte ristrutturazioni e la realizzazione di opere di valore. Basti pensare al Giudizio della Sistina commissionato in quegli anni da Paolo III a Michelangelo, all’assetto del Campidoglio con le statue di Castore e Polluce e quella di Marc’Aurelio. Va anche ricordato il completamento di San Pietro da parte dello stesso Michelangelo. Giulio III da parte sua è passato alla storia per aver realizzato Villa Giulia dove trascorreva ore gaudenti.

I “Pomeriggi Touring” sono organizzati dal 2009 dal Gruppo Consolare di Viterbo del Touring Club Italiano, con il patrocinio nella Fondazione Carivit e il sostegno di Fidapa, Associazione Culturale “Nimpha” e Inner Wheel.

Vincenzo Ceniti

 

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