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Anpi: “Ucciso due volte Mariano Buratti, durante il restauro del liceo dedicato al martire antifascista riappare la scritta casa dei Balilla”

VITERBO- Viterbo, l’associazione nazionale partigiani d’Italia esprime stupore e sdegno per la decisione di rendere di nuovo visibile l’iscrizione apposta sull’ingresso principale della sede del Liceo Mariano Buratti. La precedente iscrizione era stata cancellata durante i lavori di restauro post bellici effettuati con il contributo del Piano Marshall.

Ora, in coincidenza con gli ottanta anni della Costituzione antifascista, apprendiamo che l’iscrizione è stata ridipinta. Le ragioni, quali che siano, non risiedono in nessuna necessità legata al restauro dell’edificio, al contrario costituiscono nel liceo dedicato alla medaglia d’oro Mariano Buratti, eroe della Resistenza nel viterbese, un’ inconcepibile deliberata e immotivata offesa alla sua memoria.
L’Opera Nazionale Ballilla – divenuta poi Gioventù Italiana del Littorio – è stata l’organizzazione giovanile del regime fascista nata con lo scopo di indottrinare, educare e militarizzare i giovani italiani dai 4 ai 21 anni; in particolare l’ente perseguiva l’Indottrinamento ideologico, ovvero trasmettere la fede cieca nel fascismo e il culto della personalità di Benito Mussolini.
A fronte di ciò riesce impossibile comprendere la decisione presa durante i lavori di restauro di far ri-apparire l’iscrizione “Casa dei Balilla”, dizione peraltro neanche corrispondente a quelle presenti nelle foto d’epoca dell’edificio, disponibili on line, dimostrando di fatto che la natura di questo intervento non sia conservativa.

Il liceo ha subito infatti vari restauri e l’iscrizione era ormai coperta dalle nuove tinteggiature, così come dopo l’8 settembre erano stati scalpellati i fasci littori. Riapporre sulla facciata una iscrizione che non vi è mai stata è una scelta errata e inammissibile dal punto di vista di una presunta operazione di” restauro”, ma soprattutto offende la memoria di una luminosa figura di antifascista, eroe della Resistenza, esempio per le giovani generazioni, la cui lapide commemorativa si trova esattamente nel portico sottostante l’iscrizione che è stata arbitrariamente ed erroneamente ripristinata.
Una mano ignota ha deciso che si dovesse ripristinare la memoria di un ente che ha indottrinato generazioni di giovani all’ideologia fascista, che nel presente è o dovrebbe essere, secondo la Costituzione, illegale. Davanti a quella lapide la città ricorda il suo 25 aprile e i suoi martiri antifascisti. Farlo davanti al nome di una istituzione paramilitare, razzista, megafono del regime, diretta espressione della dittatura fascista, offende la memoria collettiva e nega la funzione della scuola come luogo di apprendimento e di sviluppo della libera coscienza civile dei suoi studenti.
È da escludere che questa scelta scellerata sia un restauro, che obbedisca a motivi storici o di conservazione di un bene architettonico; nessuno ricollocherebbe oggi la statua di Benito Mussolini all’interno del liceo o i fasci littori sulla facciata.
Si tratta di una scelta immotivata e ingiustificabile.
Il dubbio è che si voglia sfregiare un monumento alla memoria democratica della città con vecchie iscrizioni che ricordano i periodi più bui del nostro Paese.
Chiediamo quindi a tutte le autorità, alla politica e alla società civile di agire affinché vengano diffuse le ragioni di questo intervento e ci si adoperi per ripristinare la facciata.
È doveroso restituire dignità ad un luogo così importante per la nostra città e per il Paese tutto. Come è necessario giungere ad una mobilitazione collettiva per difendere la memoria democratica della nostra città.

Comitato Provinciale ANPI Viterbo