Carrozzeria Fiorillo

Festa dell'Unità

Appalti Unicredit, Cgil: Tribunale Roma dispone assunzione diretta di 21 persone

Una vittoria importante per le lavoratrici e i lavoratori in appalto nelle sedi romane di UniCredit: il Tribunale di Roma ha riconosciuto l’illegittimità degli appalti e disposto l’assunzione in Banca di lavoratrici e lavoratori impiegati da Argo, Sicuritalia e Capgemini.

Ventuno dipendenti con contratto della vigilanza privata e metalmeccanico, che da anni operano
stabilmente all’interno dell’organizzazione aziendale della banca, diventeranno a tutti gli effetti dipendenti UniCredit, con applicazione del CCNL Credito.

Il Tribunale ha riconosciuto la piena fondatezza delle ragioni avanzate dalle lavoratrici e dai lavoratori impiegati negli appalti UniCredit e sostenuti dalla Cgil. La sentenza riconosce inoltre il diritto a richiedere le piene differenze retributive maturate fin dall’ingresso nell’appalto.

La giurisprudenza è ormai consolidata: quando il potere direttivo e organizzativo resta in capo all’azienda committente non siamo di fronte a un vero appalto di servizi ma a una somministrazione illecita di manodopera. Per questo, in tutta Italia, migliaia di lavoratrici e lavoratori in appalto sono costretti a rivolgersi alla magistratura per vedersi riconoscere diritti negati, ottenendo ragione solo dopo anni di contenzioso.

L’appalto e il subappalto, nella maggior parte dei casi, costituiscono una condizione di precarizzazione permanente: salari più bassi, meno tutele, maggiore ricattabilità, lavoratrici e lavoratori divisi pur svolgendo le stesse mansioni negli stessi luoghi di lavoro. Una competizione costruita sul massimo ribasso, pagata ogni giorno da chi lavora. Per questo le vittorie in tribunale, seppur importanti, da sole non bastano ma è necessario cambiare le
regole.

Come Cgil abbiamo promosso una proposta di legge di iniziativa popolare per cambiare il sistema degli appalti rafforzando tutele, diritti, sicurezza e responsabilità delle aziende committenti. Perché il sistema appalti non è solo l’infamia delle morti e degli “incidenti” sul lavoro sono anche regole e diritti violati. Non deve essere più necessario attendere anni e una sentenza per vedere riconosciuto ciò che dovrebbe essere garantito dalla legge.

Più salario, più diritti e più sicurezza non riguardano soltanto chi lavora in appalto: sono una condizione essenziale per contrastare dumping contrattuale e disuguaglianze e per costruire un modello di sviluppo che non lasci indietro nessuno, fondato sul rispetto delle persone e sul valore del lavoro.

Archivio online Tuscia Times
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE