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Applausi a Elisabetta Gnignera ospite della rassegna “Suggestioni dal Borgo” di San Martino al Cimino

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

SAN MARTINO AL CIMINO ( Viterbo) – Ieri, 14 marzo, l’evento “Suggestioni dal Borgo”- Storia, memoria e identità di San Martino al Cimino” ha segnato un altro successo grazie  all’eccezionale ospite del pomeriggio che ha visto Elisabetta Gnignera, eccelsa storica della moda e del costume tra Medioevo e Rinascimento, confrontarsi con le curiosità del pubblico sul tema dell’incontro “Panno grossolano e di poco prezzo. L’abito monacale cistercense e quello laico, nella società alto laziale del XIII secolo”. Tanti gli applausi e gli apprezzamenti.

La rassegna culturale “Suggestioni dal Borgo”- Storia, memoria e identità di San Martino al Cimino” è promossa dal Centro Polivalente ‘Donna Olimpia’ APS in stretta collaborazione con Human Connection APS e gode del contributo del Comune di Viterbo.

L’incontro che si è svolto nella sala conferenze del Balletti Park Hotel è stato presentato da Giulia Marchetti, presidente di Human Connection APS ed illustrato da Colombo Bastianelli eclettico ricercatore e divulgatore storico dell’abbazia cistercense nonché presidente del Centro Polivalente ‘Donna Olimpia’ APS, che ha spiegato quali erano i rapporti tra le autorità viterbesi e San Martino, partendo dalle prime abbazie nate in Francia e che hanno avuto un ruolo fondamentale nell’organizzazione dell’Ordine Cistercense (Clairvaux, la Fertè, Pontigny; Morimond).

Colombo Bastianelli accenna brevemente alla presenza dei Fratelli conversi, artigiani che vengono a vivere a San Martino abbracciando la povertà monastica e sottoponendosi alla volontà del Capitolo dell’Ordine. “Da questi artigiani – conclude – nascono le corporazioni dei mestieri, che non sono altro che scuole d’arte. Dal 1045 inizierà la costruzione dell’abbazia, l’ampliamento e l’orientamento dell’abside. La costruzione durerà fino al 1225, l’anno di consacrazione. Il 20 agosto, il giorno di San Bernardo, Papa Onorio III Savelli insieme all’abate Giovanni II, celebrano la consacrazione della chiesa abbaziale. Quindi, dalla costruzione, ci sono voluti solo 300 anni”. Applausi di condivisione.

La parola passa alla docente Elisabetta Gnignera che da sempre avvezza ad illustrare in convegni internazionali gli usi e la moda del costume medioevale e rinascimentale, porta l’attenzione sugli abiti dell’epoca, acconciature e  colori usati. Nel 1200 non vi era l’uso del bianco, simbolo di gioia e litizia, contrapposto al nero, segno di umiltà e penitenza. Le tonache erano rozze, le scarpe, calze, scapolare con cappuccio che coprivano solo le spalle e il petto. L’abbigliamento Cistercense è un bianco grezzo per la tonaca, lo scapolare più o meno bianco, evitati qualsiasi tipo di ornamento. La cintura, per gli abbati forse era in cuoio, ma per “cingolo” si intendeva quella di corda.

Una nota per le reinvenzioni di quel secolo, gli occhiali e i bottoni (con i bizantini si erano persi perchè usavano le fibule) col picciolo sotto e semisferici. Prima le vesti erano molto ampie e si infilavano dalla testa, con i bottoni, tutto risolto. C’erano le passamerie e i tessuti rigati – era un vezzo di fine Duecento-  non solo per i carcerati- (infamia). I colori di moda erano, il verde erba per le giovani spose, simbolo legato all’erba e alla primavera, il verde scuro, era per il lutto.

Una riflessione sulla moda delle donne. Nel Duecento c’erano le mutande, gonnella, guarnacca e mantello. La classe media portava tunica e mantello, in inverno coperto di pelliccia.  A Maggio- mese delle dichiarazioni d’amore – i cavalieri si proponevano con delle ghirlande e si dichiaravano alla fanciulle. I fiori erano usati sia dai maschi che dalle donne.

Tornando ai Cistercensi, Elisabetta Gnignera ricorda che i tessuti in bianco erano costosissimi. Viterbo nel Duecento era una eccellenza, grazie alle acque termali che sbiancavano le fibbre. Un cenno anche sulle acconciature, sulla gioielleria, sui copricapi, sulle scarpette di lusso e sulle testimonianze funebri dove le donne usavano strapparsi i capelli e il cappuccio.

Applausi e foto ricordo chiudono l’esaustivo incontro culturale.

NOTA – Elisabetta Gnignera è storica della moda e del costume, fashion manager e docente. Insegna Storia della Moda presso l’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” e Semiotica dell’Arte all’Istituto Europeo di Design di Firenze. Diplomata all’Accademia KOEFIA di Roma e laureata con lode in Scienze Umanistiche all’Università della Tuscia, ha lavorato come responsabile di prodotto per marchi internazionali nel settore moda prima di dedicarsi alla ricerca e alla docenza. È consulente e relatrice in ambito accademico e museale, specializzata nell’analisi storico-iconografica e nella ricostruzione del costume tra Medioevo e Rinascimento. Collabora con enti italiani e internazionali per studi e pubblicazioni sulla storia del vestire.

In parallelo agli incontri, la rassegna ha lanciato il concorso di fotografia amatoriale “Click d’autore: metti a fuoco i tesori nascosti del borgo!”. L’obiettivo è narrare l’anima del luogo attraverso tre macroperiodi: le origini cistercensi, lo splendore del Seicento di Donna Olimpia Maidalchini e le trasformazioni del Novecento. Il concorso, aperto a tutti con un invito speciale rivolto ai più giovani, è gratuito e prevede l’invio delle opere digitali entro le ore 12:00 del 31 marzo 2026 attraverso il portale www.sanmartinoalcimino.it.  La premiazione, il 21 aprile 2026.

La rassegna continua con il seguente calendario:

-Venerdì 20 marzo, ore 17:00 – Centro Polivalente “Donna Olimpia”: IO SONO OLIMPIA. Reading teatralizzato con Giulia Marchetti e Colombo Bastianelli.

-Domenica 22 marzo, ore 17:00 – Sala del Capitolo – Abbazia di San Martino: L’IMPRONTA DI CÎTEAUX NEL CUORE DELLA TUSCIA. A cura di Colombo Bastianelli.

-Sabato 11 aprile, ore 9:00HOMO VIATOR. Trekking narrato sulla via Francigena da Vetralla all’Abbazia, in collaborazione con il CAI di Viterbo.

-Domenica 19 aprile, ore 10:00IL PONTE RITROVATO. Trekking alla scoperta di Ponte Capello.

-Martedì 21 aprile, ore 17:00 – Sala conferenze Balletti Park Hotel: VOCI DAL BORGO. narrazione per immagini e parole dedicata alla comunità locale e premiazione del concorso fotografico.

-Sabato 25 aprile, ore 10:00 – Ritrovo sede Human Connection APS: MILLE ANNI DI IDENTITÀ. Passeggiata urbana emozionale con Colombo Bastianelli.

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