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Applausi ai Cleveland Chorale Gospel in concerto a San Martino al Cimino con “Tuscia in jazz for Sla” (VIDEO)

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo) – L’Abbazia cistercense di San Martino al Cimino, pienissima di gente, ieri nella sera di mercoledì 17 dicembre, ha accolto tra le sue antiche mura lo straordinario concerto dei Cleveland Chorale Gospel con l’eccezionale presenza di Italo Leali, direttore artistico del festival ‘Tuscia in Jazz for Sla” che, sebbene egli stesso sofferente e ammalato di Sla, grazie al supporto della Croce Rossa (Comitati di Ronciglione e Sutri, Viterbo e Carbognano e Caprarola), alla cooperativa Progetto Futuro e alla ASL Viterbo e ai suoi infermieri, ha partecipato in sicurezza come in tutti gli altri appuntamenti del festival in programma.

Italo Leali, immobile nel suo letto di dolore, per sostenere la campagna di raccolta fondi a favore della ricerca contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla) ha voluto portare anche a San Martino la sua testimonianza sulla terribile malattia che subisce con infinita pazienza e amore per la vita. Dopo gli applausi del pubblico che sempre lo accompagnano ad ogni incontro, ha rivolto al pubblico, attraverso un computer appositamente modificato, un messaggio sonoro con il quale ha posto l’accento sulle varie problematiche ambientali esistenti sul nostro territorio, fattori che possono incidere sulla nascita della malattia.

Ed ecco alcune delle sue accorate parole che irrimpono nel silenzio assoluto della chiesa abbaziale:“Sono stato in mezzo a 10 mila persone a cui ho raccontato la necessità della ricerca per la Sla. Intorno a questa causa, per la prima volta si sono riuniti 32 comuni.Questa magnifica terra va difesa dagli speculatori che in due decenni hanno distrutto la biodiversità della bassa Tuscia, questo ha portato l’aumento dei tumori e delle malattie degenerative. L’Osservatorio delle malattie rare dice che l’incidenza della Sla è di 1 o 2 casi ogni 100mila abitanti. Ossia essendo una noi provincia di 62mila abitanti dovremmo avere 2 o 4 casi all’anno. Solo a Ronciglione negli ultimi dieci anni ne abbiamo avuto 8 di casi e addirittura 3 nel 2022. In provincia di Viterbo abbiamo attualmente 50 casi attivi in vita, se poi ci aggiungiamo i morti, allora… Il dato è allarmante.Ci sono malattie degenerative come il parkinson presenti nel nostro territorio in maniera troppo consistente, dicono che il problema è dovuto al tufo e all’acqua. Non credo che sia questo, perlomeno non solo questo.

“Io oggi sono qui non per fare politica ma per testimoniare i 6mila malati nascosti nelle loro case.
Sono qui per dire che nessuno è immune specialmente nella nostra provincia. Da questo male che è il parkinson, io stesso ho fatto questo errore quando ho pensato che fosse impossibile.visto che era successo a un mio compagno di classe, e quindi c’era una possibillità su un milione che succedesse a me.Come vedete mi sbagliavo! Per questo ho scelto le scale di casa, affronto tutti i viaggi e sono tra la gente con il rischio di prendere qualche virus che mi potrebbe essere mortale. Provo a far conoscere questa malattia. E’ una piccola speranza per chi soffre di Sla e di chi soffrirà in futuro.
Molti di noi malati di Sla preferiscono morire piuttosto che vivere senza speranza di una cura , di vivere attaccati a delle macchine, come me in questo momento. Ho provato a dissuadere due malati a questa scelta ma in tutte e due i casi, ho fallito.La loro mancanza di speranza nel futuro, è stata devastante per me.Non giudico la loro scelta. Nessuno ha il diritto di scegliere per noi.Per questo ho detto NO alle associazioni PROvita che mi hanno contattato per fare di me un baluardo dei loro valori, ma non dei miei. E’ il libero arbitrio, il più grande dono che Dio ci ha fatto. Non voglio essere un baluardo o un eroe. Ma solo un testimone. E non voglio più che qualcuno si arrenda perchè non c’è speranza.Tutti insime la possiamo dare e lo stiamo già facendo.Sono orgoglioso che il mio territorio non si è voltato dall’altra parte e che sia un esempio a livello nazionale.
Voi siete la prova che anche quando tutto sembra perso, in fondo a quel buio tunnel troveremo sempre una scintilla per riportare la luce e non c’è altro che possa impedirci di dire che la vita che resta è meravigliosa! Vi auguro Buon Natale”. Ovazioni dal pubblico che ha condiviso commosso il suo messaggio forte di speranza.

E per non interrompere l’atmosfera commovente entrano davanti all’altare le cantanti del Cleveland Chorale Gospel e danno il via al concerto con un canto religioso liturgico delle chiese cristiane afroamericane, accolto con calorosi applausi.

Seguono i saluti istituzionali della sindaca Chiara Frontini, dell’assessore Emanuele Aronne, della psicologa Chiara Masiotti del Centro Clinico Nemo di Roma e del parroco della chiesa abbaziale-San Martino Vescovo don Fabrizio Pacelli Presente, tra gli altri anche la consigliera comunale Lina Delle Monache e Presidente della Federdiabete Lazio, e il marito della sindaca Fabio Cavini.

Ormai il concerto dell’ensemble Cleveland Chorale Gospel prende il via guidato dalla voce del carismatico Cedric Shannon Rives che trasforma ogni esibizione in un momento di autentica celebrazione spirituale alla quale il pubblico risponde accompagnando tutte le canzoni con un batter di mani. Un altro vero successo di ‘Tuscia in Jazz for Sla”.

L’evento a ingresso libero è stato reso possibile grazie al sostegno del Comune di Viterbo e di Banca Lazio Nord. Le donazioni facoltative saranno interamente devolute a favore della ricerca contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla) e destinati al Centro Clinico Nemo di Roma. Anche tutto il ricavato del festival che si svolge con il contributo della regione Lazio, Provincia di Viterbo, Ance Viterbo, Unindustria, Fondazione Carivit e in collaborazione con TusciaWeb, sarà devoluto alla ricerca contro la SLA.

NOTA – Il Cleveland Chorale Gospel non è un semplice coro: è un’istituzione che incarna la ricca storia e l’evoluzione della musica spirituale afroamericana. Fondato decenni fa a Cleveland, Ohio, il gruppo è rinomato per la sua capacità di mescolare la tradizione più autentica del negro spiritual e del gospel con arrangiamenti contemporanei, mantenendo sempre viva l’intensità emotiva e il messaggio di speranza tipici del genere. I membri del Coro provengono da diverse esperienze musicali, uniti da una profonda fede e da una passione inesauribile per la musica. Nel corso della loro carriera, hanno calcato palchi di risonanza internazionale, esibendosi in Europa e in Asia e collaborando con artisti di fama mondiale. Le loro performance sono veri e propri eventi catartici, caratterizzati da voci potenti e armonie complesse che trasformano ogni brano in un’esperienza d’ascolto indimenticabile. La loro partecipazione al Tuscia in Jazz for SLA aggiunge un valore eccezionale a una rassegna già nota per l’alta qualità artistica.
I prossimi appuntamenti del festival
• 19 dicembre, Caprarola, Teatro Don Stefani: Washington Gospel Singers20 dicembre,il festival farà tappa all’Ospedale Santa Rosa di Viterbo
• il 20 dicembre alle ore 16:30 nella Hall dell’Ospedale. Qui, in collaborazione con la direzione generale della ASL Viterbo, si terrà il concerto Blues Christmas – un omaggio alle grandi canzoni di Natale con la finalista di The Voice of Italy Sarah Jane Olog e Luca Casagrande. Il concerto avrà lo scopo di portare sollievo ai pazienti, ai loro familiari e agli operatori sanitari prima di Natale.

 

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