VITERBO – “L’approvazione all’unanimità, questa mattina in consiglio regionale, della proposta di legge n. 193, che introduce contributi per favorire l’uso agricolo delle zone montane, interviene su un tema che considero centrale per il futuro del Lazio. Le aree montane e interne rappresentano un patrimonio ambientale, produttivo e culturale di straordinario valore. Difenderle significa contrastare lo spopolamento e sostenere le comunità locali preservandone l’equilibrio territoriale. Quando un terreno viene abbandonato, non perdiamo solo produzione agricola, ma presidio del territorio e manutenzione del paesaggio.
I sussidi previsti dalla legge – che riguardano contributi per l’acquisto di terreni o fabbricati e per la coltivazioni di alberi da frutto quali ulivi, noci, nocciole, castagne e vite -, possono costituire uno strumento utile per incentivare il ritorno alla coltura dei terreni montani, favorire nuove attività imprenditoriali e sostenere chi, con fatica e determinazione, sceglie di continuare a vivere e lavorare in contesti complessi di oggettiva criticità. L’agricoltura in montagna svolge una funzione che va oltre l’aspetto economico: contribuisce alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia delle tradizioni locali.
La desertificazione delle aree interne è una delle sfide più delicate che abbiamo di fronte. Per questo è fondamentale che le misure adottate siano accompagnate da un’attuazione efficace, da procedure chiare e da risorse adeguate, affinché i contributi possano davvero tradursi in opportunità concrete.
Si tratta di un primo passo rispetto a una problematica più ampia e strutturale, che richiede un quadro coordinato di politiche multilivello, capace di integrare gli strumenti dell’Unione europea con le strategie nazionali e l’azione delle Regioni, in una visione organica e di lungo periodo”.







