Arrestato a Bagnaia il presunto boss della mafia turca, Baris Boyun

di REDAZIONE-

VITERBO- A Bagnaia è stato arrestato Baris Boyun, presunto capo della mafia turca, nell’ambito di un’operazione antiterrorismo e anticriminalità organizzata, condotta all’alba del 22 maggio. Boyun, 40enne di origini curde, è stato arrestato insieme ad altre 17 persone ritenute appartenenti al clan criminale. L’operazione, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e supportata dall’Interpol, ha coinvolto anche le autorità turche e si è svolta in diverse città europee, italiane e nella provincia di Viterbo, oltre che a Roma, Milano e Sicilia. Boyun, che si trovava ai domiciliari a Bagnaia, è accusato di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo e al traffico d’armi.

Nei confronti di Boyun era stato emesso un mandato d’arresto europeo per omicidio, lesioni, minacce, partecipazione a un’associazione per delinquere e traffico d’armi. Recentemente, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva richiesto alla premier Giorgia Meloni l’estradizione di Boyun, già arrestato ad agosto 2022 a Rimini. Tuttavia, la Corte d’Appello di Bologna e la Corte di Cassazione hanno negato l’estradizione, citando una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 2016 che impedisce l’estradizione in caso di rischio di tortura o maltrattamenti. Boyun sarà trasferito in elicottero nel carcere di Milano. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Milano Roberto Crepaldi, riguarda 18 persone residenti in Italia, Svizzera, Germania e Turchia. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, banda armata con finalità terroristiche, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, traffico internazionale di stupefacenti, omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini hanno incluso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a servizi di osservazione e pedinamento.

Baris Boyun, nato a Beyoglu, in Turchia, l’8 giugno 1984, è un dissidente curdo. Nel 2022 è stato arrestato a Rimini su mandato internazionale emesso dalle autorità turche. Secondo la polizia di Ankara, Boyun è a capo di un’organizzazione criminale radicata in Turchia e accusata di numerosi crimini. La richiesta di estradizione turca è stata respinta dalle autorità italiane, che hanno richiamato la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sottolineando il rischio di tortura o maltrattamenti in caso di rimpatrio.

 

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