Arsenico e convegni: un paradosso tutto viterbese

littaRiceviamo e pubblichiamo dal “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo: “A Viterbo si continua a bere acqua avvelenata dall’arsenico.

Ed i pubblici poteri continuano a dimostrarsi sostanzialmente incapaci di cogliere la drammaticità della situazione, e gli interventi approntati sono a dir poco terribilmente inadeguati a fronte delle dimensioni del problema, dell’enorme danno per la salute di cui la popolazione continua ad essere vittima.

Eppure vi è chi da anni ha detto parole di verità, fatto tutto quanto in suo potere per informare e coscientizzare la popolazione e le istituzioni, proposto gli interventi necessari e urgenti. Ma restando sostanzialmente inascoltata da quei pubblici poteri che avrebbero il dovere di realizzare quegli interventi. E’ la dottoressa Antonella Litta, autorevole rappresentante dell’Associazione italiana medici per l’ambiente, che da anni si batte in difesa della salute della popolazione e che ha formulato sulla specifica questione della presenza dell’arsenico nelle acque erogate per il consumo umano dettagliate, adeguate, indispensabili proposte di intervento.

Ma si presenta questo paradosso: che in altre parti d’Italia alla dottoressa Litta vengono attribuiti riconoscimenti prestigiosi di rilevanza internazionale (quest’anno in marzo ha ricevuto a Roma il “Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai”, in ottobre ad Arezzo il riconoscimento della “International Society of Doctors for the Environment”, in novembre a Salerno il Premio internazionale “Trotula de Ruggiero”) e nei giorni scorsi il suo intervento è stato tra i più apprezzati alla Conferenza internazionale su “Salute e Ambiente” presso il Cnr (il Consiglio Nazionale delle Ricerche); mentre a Viterbo le istituzioni continuano ad essere sostanzialmente cieche e sorde, ad ignorare e persino ostacolare il lavoro straordinario di
documentazione, analisi e proposta svolto dalla dottoressa Litta e a disattendere le sue fondamentali indicazioni operative per gli interventi necessari.

 

Una criminale stupidità, una criminale irresponsabilità, una criminale protervia: le cui tragiche conseguenze sono pagate da tutti i cittadini vittime dell’avvelenamento da arsenico.

E poiche’ nella tragedia non manca la farsa, si arriva anche all’episodio – degno del teatro dell’assurdo – di veder promuovere a Viterbo pomposi convegni sulla questione dell’arsenico con la partecipazione di tutte le istituzioni (gli enti locali, ma anche le strutture accademiche, sanitarie e chi più ne ha più ne metta), ai quali convegni prendono la parola ogni sorta di presunti esperti e di autentici gabbamondo, mentre neppure si invita l’unica persona che ha veramente il merito grande di aver denunciato, dimostrato e documentato la gravità della situazione quando tutti tacevano ed i pubblici poteri erano complici dell’avvelenamento della popolazione: complicità che tuttora persiste, avvelenamento che tuttora continua.

Avvelenamento, e complicità, che dovrà pur venire il giorno che i responsabili ne rispondano a tutti gli effetti nei tribunali della Repubblica”.

Avvelenamento che occorre far cessare prima possibile, ed a tal fine occorre che le istituzioni preposte si decidano a realizzare al più presto tutti gli interventi concreti e adeguati, necessari ed urgenti, che la dottoressa Litta da anni propone”.

   

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